In "Lone Survivor" non c’è tempo per prendere fiato. La missione parte nel silenzio delle montagne, tra alberi fitti, pendenze impossibili e comunicazioni che si interrompono proprio quando servirebbero di più, poi tutto precipita nel giro di pochi istanti.
Quattro marines si ritrovano isolati in un territorio che non perdona, dove ogni passo può tradire la posizione e ogni scelta pesa come un macigno.
Ma sotto il rumore degli spari resta anche il legame tra i personaggi, braccati in una situazione che si complica minuto dopo minuto, senza la possibilità di tornare indietro. Ecco tutto ciò che c’è da sapere su trama, finale e location dov’è stato girato l’adrenalinico film.
La storia si svolge nella valle di Korangal, dove il leader talebano Ahmad Shah viene ritenuto responsabile di diversi attacchi contro marines e civili afghani sospettati di collaborare con le forze americane.
Per individuarlo e catturarlo viene inviato un team di quattro Navy SEAL: Michael Murphy, Matthew Axelson, Danny Dietz e Marcus Luttrell. La squadra si cala immediatamente nella missione, muovendosi tra le ombre della notte lungo il terreno montuoso.
Buio, comunicazioni difficili e terreno accidentato: l'inizio non è dei migliori. Dopo aver localizzato Shah, i SEAL vengono scoperti da alcuni abitanti del villaggio, tra cui un uomo con un walkie-talkie.
A questo punto si apre un confronto teso: eliminarli per proteggere la missione oppure lasciarli andare rispettando le regole d’ingaggio e il diritto internazionale?
Murphy decide di liberarli. La missione viene interrotta e la squadra tenta di ritirarsi, ma poco dopo i talebani iniziano l’inseguimento. Il numero degli assalitori è schiacciante e i SEAL vengono spinti lungo il fianco della montagna, costretti a lanciarsi giù da dirupi per cercare di seminare i nemici. Dietz è il primo a morire.
Murphy riesce a uscire allo scoperto per effettuare una chiamata di emergenza e trasmettere la posizione della squadra, nonostante sappia di esporsi al fuoco diretto. La richiesta di aiuto arriva alla base, ma Murphy viene colpito a morte poco dopo aver completato la trasmissione.
I rinforzi arrivano con due elicotteri Chinook, ma senza la copertura degli Apache. Durante l’operazione di sbarco, un razzo RPG colpisce uno degli elicotteri, che si schianta causando la morte di tutto l’equipaggio e dei soldati a bordo.
Il secondo elicottero è costretto a ritirarsi, lasciando sul terreno Luttrell e Axelson, entrambi feriti in modo grave. Axelson, disorientato e separato dal compagno, viene intercettato e ucciso dai talebani.
Luttrell riesce invece a nascondersi e a sopravvivere alla notte, vagando tra i boschi con ferite, fratture e una quantità di sangue che renderebbe improbabile qualsiasi corsa trionfale verso la salvezza. Ed è proprio qui che il film cambia registro.
Luttrell viene trovato da Mohammad Gulab, un abitante pashtun che lo porta nel suo villaggio e lo protegge, nonostante la minaccia concreta dei talebani. Gulab invia anche un messaggero alla base americana per segnalare la presenza del soldato ferito.
Quando Ahmad Shah arriva nel villaggio per catturare Luttrell, gli abitanti si oppongono, facendo valere un codice d’onore tradizionale chiamato Pashtunwali, che impone di offrire protezione a chi chiede asilo, anche a costo della propria vita.
Shah si ritira temporaneamente, ma torna con uomini armati e scoppia uno scontro proprio mentre arrivano i Rangers statunitensi, che evacuano Luttrell in elicottero.
Il film si chiude con immagini reali dei militari caduti, di Luttrell e di Gulab, accompagnate da un epilogo che spiega il significato del Pashtunwali e il ruolo decisivo del villaggio nella sopravvivenza dell’unico membro del team rimasto in vita.
Nonostante l’ambientazione afghana, "Lone Survivor" non è stato girato in Asia centrale. Le riprese si sono svolte quasi interamente in New Mexico, scelto per la varietà dei paesaggi montuosi e per gli incentivi fiscali concessi alla produzione.
Le prime scene sono state girate nelle montagne Sangre de Cristo, all’interno della Santa Fe National Forest, a quote comprese tra i 3.400 e i 3.700 metri. Qui la troupe ha lavorato per circa otto giorni in dieci location diverse per ricreare le condizioni della catena montuosa dell’Hindu Kush.
Le celebri scene delle cadute lungo i dirupi sono state realizzate senza cavi e senza manichini: gli stuntman si sono davvero lanciati lungo pendii ripidissimi, con salti tra i 4 e i 6 metri. Diversi performer sono rimasti feriti, segno che il realismo non era solo una scelta estetica, ma anche fisica.
#LoneSurvivorMovie ???????????????????????? pic.twitter.com/KNheQ5wySs
— Cindy (@TeamAussiePups) January 13, 2014
La produzione si è poi spostata a Chilili, New Mexico, dove sono stati costruiti i set dei villaggi afghani: quello occupato dai talebani e quello pashtun in cui Luttrell trova rifugio.
Le aree boschive sono state sfruttate per le scene di combattimento a terra, mentre il reparto artistico ha ricostruito abitazioni, strade e punti di osservazione.
Per le sequenze ambientate alla base di Bagram è stata utilizzata la Kirtland Air Force Base di Albuquerque, che ha fatto da controfigura per l’aeroporto militare afghano.
Gli interni, compresi quelli della base di pattuglia e della casa di Gulab, sono stati girati negli I-25 Studios di Albuquerque, con l’uso di bluescreen per le scene sugli elicotteri Chinook montati su gimbal meccanici e per alcune riprese aeree delle montagne.