14 Jan, 2026 - 16:02

Delitto di Garlasco, il consulente Dario Redaelli: "Chiara aggredita in cucina, cambia la dinamica"

Delitto di Garlasco, il consulente Dario Redaelli: "Chiara aggredita in cucina, cambia la dinamica"

Mentre si attendono i risultati della nuova perizia medico legale affidata dalla Procura di Pavia alla dottoressa Cristina Cattaneo - il cui deposito dovrebbe avvenire a giorni - Dario Redaelli, ex poliziotto, esperto di analisi della scena del crimine e consulente degli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, che assistono i familiari di Chiara Poggi, fa sapere di essere al lavoro su una Bpa che potrebbe riscrivere la dinamica dell'omicidio, spostandone le primissime fasi dall'ingresso della villetta di via Pascoli alla cucina. 

Una nuova analisi della scena del crimine

Intervistato da Tag24, Redaelli spiega: "Quando ho ricevuto l'incarico di consulente della famiglia, all'inizio di questa nuova fase d'indagine, mi sono trovato a dover analizzare tutte le documentazioni fotografiche eseguite a distanza di tre giorni dai fatti dai carabinieri di Garlasco, Vigevano e Pavia, e quelle del Ris di Parma. Migliorandole e riesaminando ogni elemento, ho rinvenuto una serie di dati oggettivi".

Secondo il consulente, in sostanza, il litigio, l'inizio dell'aggressione a Chiara Poggi, potrebbe essere collocato "all'interno della cucina della villetta" anziché all'ingresso. Circostanza che confermerebbe "ipotesi già avanzate dalla difesa della parte civile nel 2009". "Si tratta di una ricostruzione lineare", ha aggiunto Redaelli, "metterò a disposizione dei legali il mio elaborato, ormai in fase conclusiva, poi decideranno loro se depositarlo".

Il ruolo del Dna sulla cannuccia dell'Estathé

Punto fermo dell'analisi è l'individuazione del Dna di Alberto Stasi, unico condannato per il delitto, sulla cannuccia di un bricco di Estathé trovato tra i rifiuti. Dato che, per Redaelli, "si sposa con la nuova ricostruzione", collocando Stasi nella villetta la mattina del delitto, visto che "l'Estathé è ritenuto parte dei rifiuti dell'ultima colazione di Chiara". 

"Se la Corte d'Assise d'Appello di Milano avesse avuto a disposizione questo elemento, probabilmente le motivazioni della sentenza di condanna a suo carico sarebbero state più ampie di quelle che tutti abbiamo letto", le parole del consulente. Non condivise dalla difesa del condannato, sempre proclamatosi innocente e ormai prossimo alla fine della pena.  

Analisi dei gioielli e prospettive future

Redaelli si sta occupando anche dell'analisi di alcuni monili appartenuti alla vittima: bracciali, orecchini, gioelli insomma, che la giovane avrebbe indossato anche nei giorni precedenti alla morte. "L'unico oggetto sottoposto a esame fu la cavigliera, con esito inconcludente, esattamente come quello dell'indagine sull'intonaco grattato all'ormai famosa impronta 33", spiega il consulente.

Ora, con le tecniche moderne e i kit disponibili, si potrebbero ottenere risultati più precisi e forse utili alle indagini. Al centro c'è, per il momento, Andrea Sempio, amico di lunga data del fratello della vittima. Ma la famiglia di Chiara non ha mai nascosto i suoi dubbi al riguardo, continuando a ribadire la colpevolezza di Stasi.

"Abbiamo cercato di dare il nostro contributo soprattutto in fase di incidente probatorio, anche se non ci è stato dato grandissimo spazio", prosegue Redaelli. Sui prossimi passi conclude: "Mi aspetto una richiesta di rinvio a giudizio per Sempio; gli elementi emersi finora secondo me non sono particolarmente rilevanti, se poi dovesse spuntare la prova regina, sarei il primo fautore di una revisione per Stasi". 

In alto l'intervista completa a Dario Redaelli. 

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