Sono trascorsi oltre venticinque anni dalla scomparsa di Larbi, cittadino marocchino che aveva 27 anni quando, nel 1998, ha interrotto improvvisamente ogni contatto con la famiglia dopo essersi trasferito in Italia.
Da allora, di lui non si è più saputo nulla. Un silenzio lungo decenni che continua a pesare sui familiari, rimasti senza risposte su cosa possa essergli accaduto dopo l’arrivo nel nostro Paese.
Larbi era partito da Keintra, in Marocco, con l’obiettivo di trovare lavoro in Italia, alla ricerca di fortuna come molti altri coetanei.
Secondo quanto raccontato dai parenti, aveva mantenuto contatti telefonici regolari con la famiglia, riferendo di aver trovato un’occupazione presso un ristorante di Torino.
Per anni le comunicazioni sono proseguite senza particolari segnali di allarme, fino a quando, nel 1998, ogni contatto si è improvvisamente interrotto.

Dal momento dell’ultimo contatto, nessuna chiamata, nessun messaggio, nessuna informazione ufficiale ha più permesso di ricostruire il percorso di Larbi sul territorio italiano.
I familiari, in particolare la sorella Safia, non si sono mai arresi. Negli anni sono state inoltrate diverse richieste al Ministero degli Esteri del Marocco, senza però ottenere riscontri utili.
Dopo la scomparsa dei genitori, i fratelli hanno continuato la ricerca, nella speranza che qualcuno possa riconoscere Larbi o ricordare elementi utili.
Larbi è di nazionalità marocchina, ha una corporatura normale, è alto circa 1 metro e 60, con occhi castani e capelli castani.
Chiunque ritenga di aver conosciuto Larbi a Torino o in altre città italiane tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000, o abbia informazioni utili sulla sua permanenza in Italia, è invitato a contattare le autorità competenti tramite il numero di emergenza 112.
Anche a distanza di oltre venticinque anni, ogni segnalazione potrebbe aiutare a dare risposte a una famiglia che non ha mai smesso di cercarlo.