14 Jan, 2026 - 13:32

Perché non viene mai celebrato il fatto che per la prima volta abbiamo una premier donna? La risposta di Vittorio Feltri

Perché non viene mai celebrato il fatto che per la prima volta abbiamo una premier donna? La risposta di Vittorio Feltri

Non viene mai sottolineato abbastanza che l'Italia, per la prima volta nella sua storia, ha una premier donna.

Un lettore del Giornale l'ha notato scrivendo a Vittorio Feltri e lamentando che nemmeno il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione del messaggio di fine anno, ne ha fatto cenno.

Come mai? Il direttore una risposta ce l'ha:

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Perché in primis a Giorgia Meloni che sia la prima premier donna non frega niente

Feltri e la non celebrazione della prima donna premier che ha l'Italia

In ottant'anni di Repubblica mai era capitato che il Presidente del Consiglio fosse una donna.

Ma questa cosa, pur in epoca di grosse rivendicazioni femministe, sta passando quasi in silenzio a tre anni e mezzo dall'insediamento di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi.

Il motivo, per Vittorio Feltri, è presto detto:

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Sono convinto che di questo a Meloni non freghi niente, perché ella stessa non ha mai posto l'accento sul suo personale genere, non ha posto il suo sesso quale valore, o merito, bensì ha imposto, per prima, una linea chiarissima: ha preteso di non essere giudicata come donna, ma come capo di governo

Insomma, Feltri sottolinea questo:

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È stata Giorgia, il giorno della nomina, a chiedere di essere chiamata il Presidente, non la Presidente...

Per il direttore, non un dettaglio semantico, ma un messaggio politico:

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Meloni non ha mai fatto del suo sesso un vessillo, non ha mai sventolato la bandiera del femminismo, non ha mai fatto sconti, quote o indulgenze. Ha voluto essere valutata per ciò che fa, non per ciò che è o che nasconde dentro la biancheria intima. Questa è roba da donnette, non da leader. Ed è per questo che oggi governa con autorevolezza, non con vittimismo

La promozione in quanto brava politica, non come donna

Feltri, quindi, promuove Giorgia Meloni in quanto premier meritevole, non in quanto donna:

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I fatti sono dalla sua parte. Siamo di fronte a uno dei governi più stabili degli ultimi decenni. In un Paese abituato a esecutivi che durano quanto un temporale estivo, quanto un gatto in tangenziale, Meloni ha compattato una maggioranza, l'ha tenuta unita, l'ha guidata con mano ferma e con una determinazione che in Italia non si vedeva da tempo. Altro che donna instabile, come vorrebbe il più becero pregiudizio. Qui siamo di fronte a una leader che dirige, organizza, decide. Sul piano internazionale, poi, non c'è partita...

Ma perché allora la sinistra, anche la sua componente femminista, la prende continuamente nel mirino, a prescindere dalla battaglia politica? 

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Soltanto in Italia una certa sinistra livorosa continua a dipingerla come un pericolo per la democrazia, salvo poi non saper spiegare dove, quando o come avrebbe ella violato la Costituzione

Per Feltri, "la verità è molto più semplice e molto più meschina":

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I progressisti sono fuori dal potere e non se ne fanno una ragione. Abituati per anni a governare anche quando perdevano, oggi si trovano all'opposizione senza prospettive, con idee deboli e slogan stanchi. E allora via con il solito repertorio: allarme fascismo, isteria democratica, accuse grottesche...

Fatto sta che, per Vittorio Feltri, se Giorgia Meloni fosse stata di sinistra, lo scenario sarebbe cambiato completamente:

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Avremmo assistito a settimane di celebrazioni, prime pagine, retorica zuccherosa, lacrime di commozione e convegno sulla svolta storica. Essendo di destra, il suo essere donna diventa improvvisamente irrilevante. Ma questa ipocrisia dice molto più sulla sinistra che su di lei... 
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