14 Jan, 2026 - 09:01

Emanuele Di Caterino ucciso a 14 anni, la madre dopo l'assoluzione dell'unico imputato: "Non mi fermo"

Emanuele Di Caterino ucciso a 14 anni, la madre dopo l'assoluzione dell'unico imputato: "Non mi fermo"

A tredici anni dall'omicidio di Emanuele Di Caterino, colpito con una coltellata alla schiena il 7 aprile 2013 ad Aversa, la Corte d'Appello di Napoli ha pronunciato una sentenza che per la famiglia del ragazzo suona come una nuova ferita.

Agostino Veneziano, unico imputato, è stato assolto con formula piena "perché il fatto non sussiste". Decisione che ha scatenato in aula la rabbia di Amalia Iorio, madre della vittima, che ha poi confidato a Tag24: "Non mi fermerò". 

L'assoluzione dopo 13 anni di processi 

I giudici della quarta sezione della Corte d'Appello hanno in sostanza accolto la richiesta della Procura generale, secondo cui Veneziano avrebbe agito per difendersi durante una lite tra giovanissimi. I fatti risalgono al 2013.

All'epoca, l'imputato aveva 17 anni, oggi ne ha 29. Il procedimento giudiziario che lo ha riguardato è stato lungo e travagliato, con otto processi in totale, tra condanne e annullamenti della Cassazione.

Nel 2014 al giovane era stata inflitta una pena di 15 anni di reclusione; successivamente le condanne hanno oscillato tra gli 8 e i 10 anni. Ora la decisione che cambia tutto, lasciando i familiari di Emanuele tristi e amareggiati. 

La ricostruzione contestata dalla famiglia

I legali della famiglia Di Caterino, gli avvocati Maurizio Zuccaro, Sergio Cola e Barbara Esposito, si erano opposti con fermezza alla tesi della legittima difesa e, fondandosi sugli esiti dell'autopsia, avevano descritto una dinamica ben diversa da quella confermata dai giudici.

Secondo la parte civile, Emanuele sarebbe stato colpito alla schiena mentre non rappresentava più un pericolo immediato. Il colpo lo avrebbe inoltre raggiunto dall'alto al basso: una traiettoria incompatibile - per i consulenti - con la versione dell'imputato, che aveva detto di trovarsi a terra.  

La rabbia della madre del 14enne ucciso

"Veneziano era uscito in auto senza patente e armato; lo hanno condannato quattro volte e poi assolto. Stiamo scherzando?", ha dichiarato la madre della vittima a Tag24.

"Dobbiamo ricordare che è stato ucciso un ragazzino. Emanuele era figlio mio, ma poteva essere il figlio di tutti", ha proseguito Amalia.

Quando parla, la sua voce tradisce lo sdegno e la sofferenza. "Non ho mai amato la visibilità o il protagonisto, mi sono sempre trattenuta. Oggi in tribunale è stato ho lanciato il mio grido di dolore", dice.

Chi era Emanuele Di Caterino? Il ricordo 

Quando è morto, Emanuele frequentava il liceo scientifico Enrico Fermi. "Era un ragazzino normale", ricorda la madre. Studiava, usciva con gli amici, aveva sogni semplici, legati al suo futuro da adulto.

"Quel giorno aveva preparato il compito di matematica che avrebbe dovuto fare l'indomani. Mi chiese se poteva uscire un poco, come fanno tutti i ragazzi. Si è ritrovato in una rissa che non lo riguardava", racconta Amalia.

Dopo il diploma, avrebbe voluto trasferirsi a Roma e studiare ingegneria navale. "Ringrazio ogni giorno Dio per avermi dato un figlio così speciale - dice la madre - ma non posso accettare che mi sia stato ammazzato".

Negli anni sono nati, in sua memoria, murales, spazi. Opere che per i familiari rappresentano la prova di un affetto mai venuto meno da parte dell'intera comunità. Nonostante la stanchezza, assicura Amalia, non si fermeranno.

"Aspetterò le motivazioni della sentenza, poi, se necessario, mi rivolgerò alla Corte di Bruxelles. Non posso restare a guardare. Finché avrò la forza e la sostanza, andrò avanti. Lo devo a Emanuele". 

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