Il dibattito politico negli Stati Uniti si concentra già sulla possibile successione di Donald Trump. Tra elezioni di medio termine, equilibri globali in evoluzione e manovre interne al Partito repubblicano, emergono alcuni nomi di possibili candidati per il 2028.
Le elezioni presidenziali del 2024 hanno sancito la vittoria del candidato repubblicano Donald Trump. Trump si è insediato per un secondo mandato il 20 gennaio 2025. Sebbene il mandato del 47esimo presidente americano non abbia ancora raggiunto il primo anno, molti si interrogano già su chi potrebbe esserne l’erede politico.
Lo scenario globale è in continuo cambiamento, così come gli equilibri tra le potenze mondiali. Sul fronte interno, gli Stati Uniti si preparano ad un appuntamento cruciale nel 2026, con le elezioni di medio termine che si terranno nel mese di novembre. Questo passaggio sarà determinante per misurare la solidità del consenso attorno all’amministrazione Trump.
Sebbene sia difficile formulare previsioni mirate, iniziano comunque a emergere diversi nomi.
Per molti osservatori, il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance emerge come l’erede naturale della presidenza Trump. Vance appare come un vice leale al presidente, anche se si prevede che nel corso del 2026 dedicherà gran parte del suo tempo alla campagna elettorale per le elezioni di midterm. Questo periodo potrebbe tuttavia trasformarsi in un punto di lancio politico, soprattutto se i repubblicani ottenessero buoni risultati, considerando che la maggioranza del partito al Congresso è fondamentale per la realizzazione dell’agenda di Trump.
Il dibattito si intensifica anche attorno a Marco Rubio, attuale segretario di Stato dell’amministrazione Trump. Rubio è diventato rapidamente un punto di riferimento della politica estera americana, in particolare sul dossier Venezuela, dopo l’arresto di Nicolas Maduro.
Rubio si era candidato contro Trump durante le presidenziali del 2016 e, dopo il suo ruolo nell’operazione in Venezuela, è oggi ampiamente considerato uno dei principali candidati per le presidenziali del 2028. Per molti analisti, potrebbe trovarsi a competere direttamente con JD Vance per la nomination repubblicana.
Secondo due fonti citate da Axios, Steve Bannon starebbe preparando il terreno per una possibile corsa alla presidenza nel 2028. Axios riferisce che Bannon ha negato l’intenzione di candidarsi, affermando di essere concentrato su altro nell’anno elettorale, in particolare sull’ipotesi di un terzo mandato di Trump.
Sebbene la discussione si sia accesa dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca, un terzo mandato non è consentito dalla Costituzione degli Stati Uniti.
Secondo le informazioni citate da due fonti a conoscenza del suo orientamento e delle sue intenzioni, il cosiddetto “padre del MAGA” starebbe lavorando dietro le quinte per una possibile campagna futura.
Resta infine un dato certo: Donald Trump resterà al potere fino al 2029, e il dibattito sulla sua successione è destinato a crescere con l’avvicinarsi delle elezioni del 2028.