Il commissario europeo per la Difesa, Andrius Kubilius, ha affermato che i paesi membri dell’UE dovrebbero prendere in considerazione la creazione di una forza militare europea permanente di 100mila unità. La visione di Kubilius richiede una riforma della politica attuale e un’ulteriore unione delle nazioni del blocco. Di fronte alle tensioni con la Russia e ad un eventuale disimpegno degli Stati Uniti dal vecchio continente, il commissario ritiene essenziali capacità produttiva, istituzioni coordinate e volontà politica per garantire deterrenza e capacità di combattimento.
"Gli Stati Uniti sarebbero militarmente più forti se avessero 50 eserciti a livello statale invece di un unico esercito federale?", ha chiesto Andrius Kubilius durante la conferenza sulla sicurezza svedese dell’11 dicembre.
Le parole del commissario europeo per la Difesa arrivano in un contesto di crescenti tensioni con la Russia e alla luce della strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, che indica un eventuale disimpegno dall’Europa.
L’Unione europea ha già avviato una tabella di marcia denominata “Defence Readiness 2030”, che rappresenta un passo cruciale per la difesa europea. Tuttavia, Bruxelles guarda con ambizione alla costruzione di una futura difesa comune.
Secondo Kubilius, l’aumento dei fondi senza unità non è sufficiente. Ha infatti illustrato tre pilastri fondamentali per la “prontezza della difesa europea”:
Kubilius ricorda che non si tratta di una novità e richiama le idee dell’ex presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker, del presidente francese Emmanuel Macron e dell’ex cancelliera tedesca Angela Merkel, favorevoli ad un'Europa più indipendente e autonoma e alla creazione di una forza militare europea permanente di 100mila soldati.
Affrontando anche il tema della volontà politica, Kubilius ha proposto l’istituzione di un Consiglio di Sicurezza Europeo composto da 10-12 membri, riprendendo una proposta avanzata da Merkel nel 2018. L’organismo non includerebbe solo gli stati membri dell’UE, ma anche il Regno Unito.
La visione di Kubilius mira ad accelerare l’integrazione della difesa dell’UE in un 2026 segnato da incertezze transatlantiche, puntando ad un’Europa strategicamente autonoma e capace di agire in modo unitario contro minacce ibride ed eventuali rivalità.