Una serie di errori medici successivi alla nascita e una neonata, venuta al mondo all'ospedale Santa Chiara di Pisa, che rimane con gravissimi danni cerebrali.
La sentenza della Corte d'Appello civile di Firenze, emessa oggi 13 gennaio 2026, ha confermato il maxi risarcimento alla famiglia già stabilito in primo grado dal tribunale di Pisa.
La cifra riconosciuta supera i due milioni di euro: la notizia è riportata da 'Il Tirreno'.
La Corte d'Appello ha confermato la decisione dei giudici di primo grado per un maxi risarcimento di oltre 2,5 milioni di euro, poi trasformato in vitalizio.
È stato modificato solo un dettaglio tecnico: l'azienda ospedaliero-universitaria pisana (Aoup), portata in tribunale dalla famiglia, non dovrà più stipulare una polizza fidejussoria per garantire le rate della rendita.
La cifra, infatti, sarà corrisposta direttamente dalla Regione, e sarà garantita dal bilancio dell'ente pubblico.
In primo grado, il giudice aveva già riconosciuto la responsabilità dell'azienda sanitaria, stabilendo un risarcimento milionario suddiviso in varie voci.
Secondo la sentenza, la famiglia avrebbe dovuto ricevere 1,493 milioni di euro per danno non patrimoniale; 358mila euro per lucro cessante; 71mila euro per spese mediche e assistenza già sostenute; 684mila euro per cure future. Per un totale superiore a 2,5 milioni.
La vicenda ha inizio nel 2015, quando la bimba è nata prematuramente, con un parto cesareo programmato. La piccola, trasferita nel reparto di Terapia intensiva neonatale, ha qui subito una catena di errori medici secondo l'accusa, che le hanno provocato danni irreversibili.
In particolare, i periti hanno evidenziato che il catetere ombelicale era stato inserito in modo non corretto. Nonostante il controllo radiografico, i medici non sono intervenuti, provocando una trombosi dell'asse portale estesa al dotto venoso e un ematoma lobulare, di circa 3 centimetri, a carico del lobo epatico destro.
Di conseguenza, i valori della bilirubina sono aumentati in maniera significativa e la fototerapia, iniziata correttamente, è stata successivamente interrotta in modo discontinuo.
Il risultato è stato lo sviluppo di un kernicterus con danno cerebrale, che ha portato la bambina a una disabilità totale. La famiglia, colpia da un dolore enorme, deve convivere da allora con una situazione profondamente complessa.