Raspadori all’Atalanta è un incubo per i tifosi della Roma. Ma mentre a Trigoria si sogna a occhi aperti, a Torino ci si gode la fotografia della classifica: un selfie di felicità trattenuto per 48 ore, non di più, in attesa dei recuperi infrasettimanali di Inter, Milan, Napoli e Bologna, le squadre reduci dalla Supercoppa in Arabia. È il momento di svuotare la valigia degli arretrati e completare il girone d’andata: un piccolo ma decisivo snodo del campionato.
La Juventus è tornata a fare la Juventus. E con lei, Spalletti è tornato ad essere lo Spalletti di sempre: perfezionista, organizzatore, vincente — almeno nei club. Stavolta la “sua mano” si vede, eccome. Il calendario sorride e la squadra risponde con vittorie convincenti: il 5-0 sulla Cremonese ha portato i bianconeri a 39 punti, appaiando Napoli e Roma al terzo posto, dietro a Inter (43) e Milan (40). Cinque squadre racchiuse in quattro punti: una calza della Befana piena di sogni scudetto, ancora dolce nonostante le feste finite.
Guardando il calendario, la Juventus può sognare in grande. Dopo Cagliari arriveranno le sfide decisive con Napoli, Lazio, Parma e Inter. Quattro tappe delicate che Spalletti affronterà con fiducia, forte dell’ascesa di Fabio Miretti, la vera sorpresa del 2026. Il centrocampista, maturato al Genoa e rilanciato dopo un infortunio, ha dato qualità e ritmo alla squadra. Grazie a lui, il mercato di gennaio può restare calmo: la Juve, almeno in mezzo al campo, è già completa.
Intanto, sullo sfondo, il mercato continua a muoversi: il passaggio di Raspadori all’Atalanta è più un dispetto per Gasperini che per la Roma. Sul campo, invece, emergono nuove verità: l’Inter fatica negli scontri diretti perché Lautaro non segna più contro le grandi; il Milan inciampa con le piccole e Pulisic non basta; il Napoli gioca bene ma Conte perde la calma, come dimostrato a San Siro. Alla fine, tra pronostici e illusioni, la Juve spallettiana resta la rivale più credibile per il titolo.