13 Jan, 2026 - 11:10

Travaglio a chi gli chiede di prendere le distanze da Maduro e gli ayatollah: "Le prendesse soreta!"

Travaglio a chi gli chiede di prendere le distanze da Maduro e gli ayatollah: "Le prendesse soreta!"

E no: lui, il mullah italiano, il megafono del Movimento Cinque Stelle, l'Emilio Fede di Putin, si sente tanto intoccabile, tanto nel giusto anche in questa occasione che manda a quel paese chi gli fa notare che, dopo essere sceso in campo per Gaza, dovrebbe fare lo stesso per condannare Maduro, il feroce dittatore chavista, e gli ayatollah di Khamenei.

In Venezuela e in Iran e non ci sono forse dei popoli che vengono sterminati?

Sì, ma sono fatti loro.

virgolette
Chiedi di prendere le distanze a soreta!

scrive oggi nel suo consueto editoriale.

E già: lui si crede sempre coerente. Lui è il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio.

Travaglio contro chi lo vuole in piazza contro Maduro e gli ayatollah

E insomma: chi si sta dando da fare per organizzare una grande manifestazione di solidarietà per i popoli oppressi da feroci regimi come in Venezuela e in Iran, non conti su Marco Travaglio. Lui rimarrà a casa. Al massimo, raggiungerà la redazione del suo Fatto Quotidiano e si collegherà con Lilli Gruber quando saranno le otto e mezzo di sera.

Del resto, la chiamata alla piazza, questa volta, è per difendere i nostri valori, per difendere la democrazia e la libertà. Ma si sa: fosse per Travaglio, si trasferirebbe domattina a Mosca...

E quindi: oggi, a chi vuole una manifestazione all'insegna del Free Iran e del Free Venezuela, risponde così.

virgolette
Con tutti i guai che abbiamo, ci tocca pure sopportare il ronzio dei noti mitomani che passano il tempo a chiederci perché non prendiamo le distanze da gente che non conosciamo manco di striscio e non scendiamo in piazza contro regimi distanti migliaia di chilometri che non sanno neppure che esistiamo...

Ma tant'è: Travaglio lo fa questo sforzo. E scrive:

virgolette
La tentazione è rispondere: senti, mitomane, prendile tu le distanze perché io non sono vicino a nessun tiranno; e vacci tu in piazza contro chi ti pare, ma lasciami in pace perché ho da fare

Insomma, risposta piccatina. Poi, però, con un attimo di riflessione, il direttore del Fatto giunge a questa prima conclusione:

virgolette
Sarebbe una risposta inutile, perché quelli continuerebbero a rompere ricordando i cortei contro Israele per lo sterminio a Gaza

Al che, il ragionamento di Travaglio si fa più raffinato:

virgolette
Si potrebbe rispondere che Israele è una democrazia nostra alleata, quindi chi manifesta non vuole far cambiare idea al governo Netanyahu, ma al governo italiano perché condanni e sanzioni l'amico sterminatore: degli italiani che protestano Netanyahu se ne frega perché prende i voti in Israele; la Meloni no perché prende i voti in Italia...

Peccato che per anni Travaglio ci abbia fatto credere che una democrazia come Israele, dove si è manifestato contro il governo Netanyahu per tutta la durata della guerra, e una tirannia come quella di Hamas, dove a chi ha osato fare la stessa cosa è stata tagliata la gola, siano la stessa cosa.

Travaglio e lo "sbomballattamento di cotiledoni"

E comunque, il fine ragionamento del direttore Travaglio continua, sempre sul filo dell'assurdo, così:

virgolette
Dopo averci sbomballato i cotiledoni con Hamas, ce l amenano col Venezuela e l'Iran: perché non prendete le distanze da Maduro e Khamenei? Non essendo noi vicini a nessuno dei due, le distanze dovrebbe prenderle eventualemente soreta

Questa è la nuova, altissima vetta dell'analisi del direttore del Fatto Quotidiano per il quale vanno bene le manifestazioni con gli slogan pro Hamas, vanno bene quelle della Cgil per Maduro ma, evidentemente, non quelle inneggianti la democrazia e la libertà.

E guai a chi le vuole, queste manifestazioni: per Travaglio, sono quattro sfigati:

virgolette
Credono che se Filippo Sensi organizza un sit-in pro rivolta iraniana con le decisive adesioni di Più Europa, Italia Viva e Partito Liberaldemocratico e ci vanno 30 persone, è perché gli altri 60 milioni di italiani sono fan sfegatati degli ayatollah. Non li sfiora l'idea che nel mondo, su 195 governi, 69 sono autoritari e altri 36 semi-autoritari, e 24 ore al giorno non bastano per pensare a tutti...

Poverino, Travaglio. Lui, più che essere solidale con i regimi di Mosca o Pechino, non può. La libertà e la democrazia, per lui, non sono valori da difendere e da augurare a tutti.  

 

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