12 Jan, 2026 - 20:36

Clima, l'1% più ricco ha già esaurito la propria quota delle emissioni previste per il 2026: il grido di Oxfam contro le disuguaglianze

Clima, l'1% più ricco ha già esaurito la propria quota delle emissioni previste per il 2026: il grido di Oxfam contro le disuguaglianze

Un rapporto Oxfam rivela come l’élite globale, l’1 per cento più ricco, abbia consumato la propria quota annuale di emissioni di carbonio in appena 10 giorni dall’inizio del 2026, mentre lo 0,1 per cento più abbiente l’ha esaurita in soli tre giorni. Questa disparità accentua gli impatti della crisi climatica sui più vulnerabili e apre una rinnovata discussione sulla giustizia climatica.

Disparità della quota di emissioni di carbonio

L’analisi di Oxfam, pubblicata per la prima volta il 9 gennaio 2025, evidenzia un abisso tra i ricchi e il resto del mondo: lo 0,1 per cento più ricco ha esaurito il budget annuale di carbonio in tre giorni, contro i 10 giorni dell’1 per cento complessivo.

Oxfam sottolinea che gli effetti peggiori, ondate di calore, alluvioni, siccità, colpiranno paesi a basso reddito, gruppi indigeni e donne, che hanno avuto i livelli di emissioni più bassi. Alla luce di questo quadro, i danni economici globali potrebbero raggiungere 44mila miliardi di dollari entro il 2050, con i paesi a basso e medio reddito in prima linea.

Investimenti dei super-ricchi nei settori inquinanti

I miliardari non solo emettono di più ma orientano anche capitali verso industrie ad alto impatto ambientale. Il rapporto evidenzia infatti che questo gruppo possiede investimenti che generano 1,9 milioni di tonnellate di CO2 annue, pari alle emissioni di 400 mila auto a benzina.

L’analisi mette nero su bianco un sistema globale asimmetrico e illumina un’emergenza etica oltre che ecologica. Oxfam denuncia, infatti, questo “potere e influenza sproporzionati”.

Richieste per ridurre le emissioni entro il 2030

Per rispettare il limite di 1,5°C dell’Accordo di Parigi del 2015, l’1 per cento più ricco deve tagliare le emissioni del 97 per cento entro il 2030.

La ricerca di Oxfam ricorda la COP30, svoltasi a Belem, in Brasile, dal 10 al 21 novembre 2025. La leadership multilaterale sul clima resta fragile. La strada per raggiungere un accordo vincolante su fossili e per fermare e invertire la deforestazione è ancora lunga. Il mancato consenso su fossili e deforestazione zero-2030 ha deluso molti, mentre sono state lanciate due tabelle di marcia non vincolanti. Gli sforzi globali non hanno ancora portato ad un approccio vincolante, eppure i più vulnerabili continuano a subire i danni climatici più gravi.

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