12 Jan, 2026 - 18:15

Trump vuole il controllo della Groenlandia: è scontro con la Cina

Trump vuole il controllo della Groenlandia: è scontro con la Cina

Le recenti affermazioni del presidente americano, Donald Trump, sull'acquisizione della Groenlandia hanno innescato reazioni internazionali. La Cina difende le proprie attività artiche e le autorità locali tutelano la sovranità dell'isola semiautonoma. Il dibattito contrappone gli interessi strategici degli Stati Uniti alle diverse posizioni di Pechino e Copenaghen, in un contesto di crescenti frizioni geopolitiche.

Groenlandia, la posizione americana e le repliche nordiche

Donald Trump insiste sulla necessità, per gli Stati Uniti, di controllare la Groenlandia per prevenire influenze russe o cinesi. "Faremo qualcosa sulla Groenlandia, che ci piaccia o no, perché se non lo faremo, la Russia o la Cina prenderanno il controllo della Groenlandia e non avremo più la Russia o la Cina come vicini", ha affermato Trump, il 9 gennaio 2026, alla Casa Bianca.

Il presidente americano ha dichiarato, l'11 gennaio, a bordo dell'Air Force One, che preferirebbe “fare un accordo”; tuttavia, ha ribadito che “in un modo o nell'altro, avremo la Groenlandia”.

La Casa Bianca valuta diverse opzioni, inclusa la forza militare, mentre il primo ministro danese, Mette Frederiksen, ha ammonito che un'acquisizione statunitense equivarrebbe alla “fine della NATO”. I leader delle principali forze politiche groenlandesi hanno ribadito invece, in una dichiarazione congiunta, che il futuro dell'isola deve essere deciso dal suo popolo.

La reazione della Cina

Pechino ha reagito criticando l'approccio americano durante un briefing del 12 gennaio. La portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha precisato che “le attività della Cina nell'Artico mirano a promuovere la pace, la stabilità e lo sviluppo sostenibile nella regione e sono conformi al diritto internazionale”.

Ha aggiunto:

“Gli Stati Uniti non dovrebbero perseguire i propri interessi usando altri paesi come pretesto” e che “l’Artico riguarda gli interessi generali della comunità internazionale”, difendendo i diritti e le libertà di tutte le nazioni a svolgere attività nella regione, senza citare direttamente la Groenlandia.

La Cina si autodefinisce “stato quasi artico” dal 2018. Nell'ambito della Belt and Road Initiative, Pechino promuove la “Via della Seta Polare” (Polar Silk Road).

Prospettive diplomatiche e colloqui in arrivo

Le tensioni aumentano mentre gli inviati danesi e groenlandesi sono attesi a Washington per colloqui, accompagnati da piani per una visita di senatori statunitensi in Danimarca.

L'isola resta sotto la responsabilità danese per la difesa e la politica estera, mentre Trump mantiene la pressione per un “accordo”. La situazione nell'Artico riflette gli equilibri tra gli alleati della NATO e le ambizioni degli attori globali.

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