Nella notte, una scritta minacciosa è apparsa sulla serranda della sede modenese della Lega: “Salvini come Moro”.
Un messaggio che richiama direttamente ad una delle pagine più tragiche della storia repubblicana, il sequestro e l’uccisione del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro e dei cinque uomini della sua scorta ad opera delle Brigate Rosse.
La foto della scritta è stata pubblicata sui social dallo stesso Matteo Salvini, che ha reagito rilanciando una citazione del giudice anti-mafia Paolo Borsellino:
“Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”.
A corredo, il leader della Lega ha aggiunto: “Avanti per gli Italiani, a testa alta!”.
Immediate e trasversali le reazioni di solidarietà dal mondo politico, a partire dai vertici del suo partito.
A denunciare l'episodio è stato il leader della Lega che ha postato sulle sue pagine social una foto della serranda dei locali della sede di Modena della Lega.
L'immagine mostra la scritta "Salvini come Moro" è stata fatta utilizzando della vernice nera. Accanto alla scritta quella che sembrerebbe la firma: una "A" cerchiata simbolo del movimento Anarchico.
Il vicepremier non ha commentato direttamente l'accaduto ma ha citato le parole del giudice Paolo Borsellino per poi conclude il post con "Avanti per gli italiani, a testa alta!"
Salvini, però, ha scelto una linea di fermezza, sottolineando la necessità di andare avanti “a testa alta” e trasformando l’intimidazione in un’occasione per riaffermare la propria determinazione politica.
“Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”.
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) January 12, 2026
Avanti per gli Italiani, a testa alta! pic.twitter.com/mUxhQ84CGy
Le reazioni di solidarietà non si sono fatte attendere.
Il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, ha dichiarato:
Ancora più duro il commento del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli:
Calderoli ha poi aggiunto:
L’episodio di Modena non rappresenta un caso isolato. Negli ultimi mesi, scritte minacciose, insulti e atti vandalici hanno colpito sedi di partito e rappresentanti delle istituzioni, in particolare esponenti del governo.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata più volte bersaglio di manifesti offensivi e slogan violenti, così come altri ministri e leader di maggioranza. Un fenomeno che attraversa diverse città italiane e che segnala un preoccupante innalzamento del livello dello scontro politico.
A dicembre, ad esempio, la scritta "Spara a Giorgia" con la firma Br (Brigrate Rosse) accompagnata dalla stella a cinque punte è apparsa in due diverse occasioni.
Il richiamo a figure simbolo del terrorismo degli anni di piombo, come nel caso di Aldo Moro, segna un salto di qualità che allarma il mondo istituzionale.