13 Jan, 2026 - 10:00

Legge elettorale, Bertinotti: “Una politica seria dovrebbe interrogarsi ogni giorno” sulla crisi della democrazia

Legge elettorale, Bertinotti: “Una politica seria dovrebbe interrogarsi ogni giorno” sulla crisi della democrazia

Negli ultimi giorni il dibattito politico in Italia si sta concentrando sul tema della modifica dell'attuale legge elettorale in vista delle Elezioni Politiche del 2027.

Venerdì 9 gennaio, durante la tradizionale conferenza stampa di inizio anno, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, aveva chiarito che, in caso di "chiusura pregiudiziale" delle forze di centrosinistra su una riforma condivisa, non escludeva di "chiedere al Parlamento a maggioranza di risolvere questo problema per garantire che i cittadini abbiano la certezza che si fa quello che stabiliscono le elezioni".

Dichiarazioni che suscitarono immediatamente le proteste dei partiti di centrosinistra, facendo esplodere una polemica che da tempo covava sotto le ceneri.

Una polemica che prosegue anche in queste ore, nonostante le voci che vedrebbero Palazzo Chigi intenzionato a avviare un giro di consultazioni con i leader dell'opposizione per risolvere l'impasse creatasi.

Sulla questione e sul dibattito scaturito dall'intenzione del governo Meloni di cambiare l'attuale legge elettorale per garantire governabilità e stabilità, Tag24.it ha intervistato l'ex presidente della Camera, Fausto Bertinotti, che ha sottolineato come la politica dovrebbe, occuparsi prima di tutto di affrontare la grave emergenza democratica che vive il Paese, con il 50% degli elettori che sistematicamente diserta le urne.

Bertinotti: “Una politica seria dovrebbe interrogarsi ogni giorno” sulla crisi della democrazia

L'ex leader di Rifondazione Comunista dichiara di sentirsi “molto lontano da questa agenda politica” e da una politica che non si interroga ogni giorno sulla preoccupante diserzione del voto da parte di una parte significativa della popolazione.

Se metà della popolazione non partecipa al voto, questo è un problema che dovrebbe essere oggetto di riflessione quotidiana da parte della politica. Invece, questa crisi viene ignorata o, peggio, "galleggia sopra" senza essere affrontata.

"Una politica seria dovrebbe interrogarsi ogni giorno, dovrebbe indagare la crisi della democrazia rappresentativa. Invece, la politica galleggia sopra, perché ha accettato la separazione della società, politicamente, in un sopra e un sotto: una linea di faglia che non separa non più la società secondo il conflitto politico tra destra e sinistra, ma tra sopra e sotto e da cui dipende anche il conflitto politico.

Il sopra è il mondo delle istituzioni, delle comunicazioni di massa, dei sistemi di informazione, che si è autonomizzato e sotto c'è una società civile che non ha più alcuna relazione con il mondo di sopra."

Per Bertinotti, parlare di legge elettorale, o anche di riforme costituzionali, senza affrontare la questione tra "le istituzioni e il popolo" è "nella migliore delle ipotesi una linea di fuga, nella peggiore delle ipotesi, la conferma di una tendenza neo-autoritaria che lavora da tempo.

Per tendenza neo-autoritaria intendo il progressivo ridimensionamento dei tutti i poteri altri che non siano quello dell'esecutivo."

L’ex presidente della Camera: “E’ una lunga controriforma”

L'ex presidente della Camera ha parlato di "una lunga controriforma" che si espliciterebbe con il progressivo svuotamento del potere del Parlamento in favore di quello dell'esecutivo.

"Questa tendenza è una tendenza neo-autoritaria, che oggi può fare un salto di qualità, con le leggi di riforma costituzionale che si sono fatte, con una legge fatta solo per garantire che chi ha la maggioranza governa per 5 anni, mettendo fuori gioco il Parlamento, gli organismi di controllo. E' una lunga controriforma."

Dice, per poi aggiungere:

"Questo è il punto: è una tendenza che se non viene contrastata politicamente, culturalmente, socialmente, cammina."

L'ex presidente della Camera, poi, chiarisce ulteriormente il punto:

"Il punto centrale è il passaggio che stiamo vivendo da una democrazia parlamentare a un sistema neo-autoritario a centralità dell'esecutivo".

Legge Elettorale, Bertinotti: “L’intento dichiarato è la governabilità”

Passando nello specifico alle polemiche legate alla modifica della legge elettorale, Bertinotti afferma:

"Della legge elettorale è dichiarato l'intento: quello della governabilità, non è che sto attribuendo io maliziosamente un obiettivo. Si intende quello che scientificamente è il termine governabilità, ovvero il primato della stabilità di governo rispetto a tutti gli altri elementi presenti nella società, a partire dal conflitto sociale che viene considerato una patologia, perchè in nome della governabilità il primato passa alla stabilità del governo.”

Conclude l’ex presidente della Camera.

 

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