E’ già partito l’aereo di Stato che riporterà in Italia Alberto Trentini e Mario Burlò dal Venezuela. Il cooperante veneto e l’imprenditore torinese sono stati liberati nella notte italiana dopo più di 400 giorni nelle carceri venezuelane.
Al momento si trovano a Caracas, presso la residenza dell’ambasciatore italiano Giovanni Umberto De Vito, ma già nelle prossime ore potrebbero essere imbarcati sul volo diretto a Roma, dove potranno finalmente riabbracciare le loro famiglie.
Il rientro dovrebbe essere previsto tra stanotte e le prime ore di domani mattina, secondo quanto dichiarato dal Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che in un punto stampa con i giornalisti ha raccontato le prime fasi della liberazione dei nostri connazionali.
Tajani ha anche sottolineato come la liberazione di Trentini non solo rappresenti una vittoria per i diritti umani e la giustizia, ma anche un punto di partenza per un rinnovato dialogo tra Italia e Venezuela che ha implicazioni politiche, economiche e sociali.
“Abbiamo rinforzato la nostra azione diplomatica lavorando sotto traccia in silenzio per convincere le autorità venezuelane a liberare il maggior numero possibile di prigionieri politici italiani.”
Ha dichiarato Tajani, spiegando come si è arrivati alla liberazione dei due nostri connazionali.
Ha raccontato Tajani che poi ha aggiunto:
Il titolare della Farnesina ha poi fatto un punto sulla situazione degli altri nostri connazionali ancora detenuti in Venezuela.
In totale sono 42 gli italo-venezuelani ancora in carcere, 24 sono detenuti politici.
A chi gli chiedeva se si fossero chiarite le circostanze che avevano portato alla carcerazione del giovane cooperante veneto, Tajani ha sorvolato dicendo che “adesso è importante che stiano tornando a casa”.
La liberazione di Trentini rappresenta un punto di svolta nelle relazioni tra i due Paesi, come sottolineato da Antonio Tajani che individua nella decisione di Caracas di liberare prigionieri italiani un segnale forte di un cambiamento nelle politiche interne del Venezuela.
Questo segna l’inizio di un “cambio di passo” nelle relazioni bilaterali – ha detto Tajani - che porterà probabilmente a una riqualificazione della presenza diplomatica italiana in Venezuela. In particolare, Tajani ha annunciato l’intenzione del governo di elevare il ruolo dell’incaricato d'affari italiano in Venezuela a ambasciatore.
La liberazione di Trentini e degli altri detenuti italiani ha – secondo Tajani – aperto un canale diplomatico nuovo nelle relazioni tra Roma e Caracas, e il primo passo del governo è stato quello di “innalzale il livello della nostra rappresentanza diplomatica, oggi il nostro ambasciatore è un incaricato d'affari, è intenzione di elevare il livello a ruolo di ambasciatore. Questa è una risposta politica importante.”
L’importanza del momento è stata evidenziata anche dal messaggio della premier Giorgia Meloni.
Ma perché quanto accaduto nelle ultime esula dal solo piano dei diritti umani e della giustizia? Perché in questo momento ha riflessi prospetticamente importanti anche sul piano economico. Dopo anni di totale chiusura del Venezuela, oggi, per gli operatori economici italiani potrebbero aprirsi nuovi canali.
Il Venezuela è una nazione di particolare importanza per l'Italia, con una grande comunità italo-venezuelana e numerose imprese italiane attive nel paese. Come sottolineato da Tajani, l'Italia ha circa 170.000 cittadini venezuelani con passaporto venezuelano e circa un milione di cittadini venezuelani di origine italiana.
Inoltre, diverse imprese italiane operano in Venezuela e una maggiore stabilità politica e diplomatica potrebbe facilitare la crescita delle relazioni economiche e culturali tra i due Paesi.
Questo potrebbe anche permettere l'incremento degli scambi commerciali e la creazione di nuovi progetti di cooperazione.
Ha concluso Tajani.