È pronto a tornare in Italia Mario Burlò, l’imprenditore italiano detenuto in Venezuela e liberato stamattina. Il rientro è previsto tra stanotte e domani.
La liberazione di Burlò, avvenuta insieme a quella di Alberto Trentini, cooperante italiano detenuto in Venezuela dal 15 novembre 2024, è stata accolta con gioia e soddisfazione dal Governo e da tutta la politica italiana. I due connazionali sono in buone condizioni e hanno già parlato con le loro famiglie.
Dagli uffici consolari italiani a Caracas, Mario Burlò ha potuto telefonare a sua figlia Gianna per rassicurarla sulle proprie condizioni di salute. Anche il suo avvocato, Maurizio Basile, ha confermato che l’imprenditore sta bene, definendolo “una persona dalla straordinaria forza d’animo e vitalità”.
Liberato oggi, Burlò era detenuto nel carcere di El Rodeo I a Caracas dall’autunno del 2024, quando si trovava in Venezuela per esplorare opportunità di investimento. Secondo le ricostruzioni, sarebbe stato arrestato dopo essersi spostato via terra dal confine con la Colombia verso l’interno del Paese.
Per oltre quattordici mesi è rimasto recluso senza che gli fosse formalizzato un capo di accusa, e solo alla fine del 2025 le autorità venezuelane gli avrebbero attribuito una generica accusa di terrorismo. Ulteriori dettagli sulla sua detenzione saranno resi noti al suo ritorno in Italia.
Mario Burlò è un imprenditore torinese di 53 anni, fondatore del consorzio Oj Solution, con sede a Torino, che opera nel settore del management e dell’outsourcing, occupandosi dell’esternalizzazione dei servizi aziendali.
Come aveva spiegato lui stesso a Milano Finanza, “Oggi sono sempre più numerose le aziende che trovano nell’outsourcing la soluzione ideale per razionalizzare i costi, garantendo innanzitutto l’occupazione del lavoratore già in carico”. Nel 2021, anno dell’intervista, l’azienda aveva chiuso l’anno con un fatturato di 80 milioni di euro, come dichiarato dallo stesso imprenditore.
La carriera di Burlò è iniziata in un’impresa di pulizie, settore in cui ha scalato le posizioni fino a diventare direttore generale, contribuendo alla crescita dell’azienda sul mercato nazionale. Proprio in questo ambito, come aveva raccontato a Milano Finanza, Burlò ha acquisito esperienza nelle esternalizzazioni e nella gestione del personale, soprattutto sotto l’aspetto burocratico e amministrativo.
Come imprenditore, Burlò ha sostenuto diverse iniziative in ambito sportivo, con particolare attenzione alla Sardegna. Nel 2019, Oj Solution è diventata uno degli sponsor principali della Dinamo Sassari e della Torres, rispettivamente squadre di basket e calcio con sede a Sassari. In Piemonte, l’azienda è stata sponsor la società di basket Reale Mutua di Torino.
Sempre in Sardegna, con Oj Solution, Burlò ha promosso il progetto del “Camper Solidale”, che porta nei quartieri di Cagliari un medico, un infermiere e uno psicologo per offrire assistenza alle persone in stato di bisogno.
In Italia, Burlò è stato accusato di concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito del processo Carminius/Fenice, relativo alle infiltrazioni della ’ndrangheta in Piemonte. Condannato a sette anni in primo grado, è stato poi assolto in Cassazione.
Nel caso del crac dell’Auxilium Basket, società fallita nel 2019, Burlò è stato accusato di indebite compensazioni fiscali; la sua posizione è stata stralciata dal Tribunale di Torino e sarà riesaminata il 17 marzo prossimo. L’impossibilità di reperirlo per la notifica degli atti giudiziari aveva permesso, tra l’altro, di scoprire la sua detenzione in Venezuela.
Mario Burlò ha una figlia, Gianni, di 21 anni, con cui ha potuto parlare oggi al telefono. In un comunicato dello scorso giugno, i suoi avvocati avevano sottolineato “tutta la legittima angoscia della famiglia, dei figli che pretendono di sapere come sta il padre”, lasciando intendere che Burlò abbia più di un figlio, come risulta anche da una foto del 2019 sul suo profilo Instagram, dove l’uomo è abbracciato con Gianna e con un altro ragazzo.