Sono trascorsi quasi tre anni dalla scomparsa di Giovanna Davoli, la donna di 61 anni di cui si sono perse le tracce a Reggio Emilia il 14 novembre 2023.
Da quel giorno, di lei non si hanno più notizie e il suo caso resta ancora aperto, alimentando l’angoscia del marito, dei figli e di tutte le persone che continuano a seguirne la vicenda.
Il tempo che passa non attenua il dolore né la preoccupazione, soprattutto alla luce delle condizioni di salute della donna.
Le ricerche erano state attivate subito dopo la denuncia, ma a distanza di tempo non è emerso alcun elemento certo che abbia permesso di ricostruire i suoi spostamenti o di individuare una pista concreta.
Giovanna Davoli viveva a Mancasale, frazione di Reggio Emilia, insieme al marito e ai due figli. La mattina di martedì 14 novembre 2023 è uscita di casa per recarsi a fare la spesa, spostandosi in bicicletta.
Si trattava di una bicicletta vecchio modello, di colore nero con dettagli viola. Dopo l’uscita, però, Giovanna non ha più fatto ritorno a casa.
Nel corso del pomeriggio, non riuscendo a mettersi in contatto con lei tramite telefonate e messaggi, i familiari hanno iniziato a preoccuparsi e hanno deciso di lanciare l’allarme.
Giovanna Davoli ha 61 anni, è alta circa 1 metro e 65, ha occhi castani e capelli biondi.
Al momento della scomparsa indossava un cappello di lana e una giacca scura.
Con sé aveva una borsa di colore rosa e una sciarpa, elementi che potrebbero risultare utili per un eventuale riconoscimento anche a distanza di tempo.

Un elemento che ha reso la situazione ancora più delicata è il fatto che la donna non avesse con sé i farmaci necessari per la sua terapia, circostanza che fa temere possa essersi trovata in difficoltà già nelle ore immediatamente successive all’allontanamento.
Chiunque ritenga di aver visto Giovanna Davoli o sia in possesso di informazioni utili per ricostruire i suoi spostamenti è invitato a contattare immediatamente il numero di emergenza 112, specificando di essere a conoscenza del caso.
Ogni segnalazione, anche quella che può apparire marginale, potrebbe rivelarsi fondamentale per fare luce su una scomparsa che, a distanza di oltre due anni, resta ancora senza risposte.