Nuova puntata del duello a distanza tra il Movimento Cinque Stelle e il direttore del Giornale Tommaso Cerno.
Nell'editoriale che ha firmato oggi, quest'ultimo ha accusato il partito di Giuseppe Conte di volerlo fare fuori dalla Rai.
Il perché è presto detto: la sua inchiesta sui presunti dossieraggi di Report infastidirebbe non poco gli ex grillini. Per loro, Sigfrido Ranucci è un intoccabile, la sua autorevolezza non va assolutamente intaccata.
E quindi si starebbero muovendo per cancellare il nome del direttore da tutti i palinsesti del servizio pubblico. In primis cassando la sua collaborazione con "Domenica In".
Ma cosa ha scritto Tommaso Cerno di preciso per denunciare questa presunta manovra di palazzo che lo vorrebbe fuori dalla Rai?
Del resto, è un vizio vecchio quanto il Movimento questo, nato con l'abitudine di Beppe Grillo di mettere nel mirino un giornalista alla volta sul suo blog per metterlo alla berlina.
Ma tant'è:
Cerno arriva a definirlo "una specie di editto venezuelano", una nemesi storica dopo che per anni Silvio Berlusconi, la cui famiglia era editrice del Giornale, è stato accusato del cosiddetto "editto bulgaro": si trovava a Sofia ed era presidente del Consiglio il Cavaliere, quando, nel 2002, espresse il suo giudizio negativo su Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi. I tre, poco dopo, furono estromessi dai palinsesti.
Sta di fatto che l'accusa di Tommaso Cerno contro il Movimento Cinque Stelle è circostanziata:
Sta di fatto che nello scontro tra Cerno e il Movimento Cinque Stelle c'è da registrare anche una sorta di cortocircuito.
Giuseppe Conte, infatti, ha fatto arrivare la sua solidarietà al Giornale dopo che Giulia Sorrentino è stata dileggiata quando è andata a coprire un corteo Pro Pal:
ha scritto Cerno invitando i teppisti ad andare a lavorare.
Ma la conclusione più ampia che trae il direttore è questa: