Ormai siamo abituati a chiamarlo Nek fin dagli anni Novanta, l'epoca di "Laura non c’è", quella che lo ha trasformato da promessa del pop italiano a nome fisso delle classifiche radiofoniche.
Un nome d’arte diventato così familiare, il suo, da far quasi dimenticare che un nome vero ce l'ha, e che dietro c’è una storia molto più lunga, cominciata nei locali della provincia emiliana. Esibizioni con piccole band e demo autoprodotti la dicono lunga sugli esordi del cantante, che dai nove anni ha iniziato a fare musica, imbracciando la chitarra e colpendo la batteria carico di sogni. Un monosillabo riconoscibile, Nek, lo pseudonimo di Filippo Neviani.
Inizia molto presto a desiderare un futuro da musicista e ad avere in testa l'idea di non essere rappresentato dal suo nome di battesimo.
"Nek" non è un nome, è un suono. Non ha un significato preciso in senso etimologico o simbolico e non rimanda né a una parola di un’altra lingua né a un acronimo con un messaggio nascosto. Viene dalla batteria, quel suono, e si chiama rimshot.
Ecco una clip in cui Nek spiega di più sul rapporto con il proprio nome:
Il nome deve essere forte, riconoscibile, facile da memorizzare. Il suo primo album, infatti, porta proprio quel titolo, "Nek", uscito nel 1992.
Si dimostra così un successo come nome d'arte: facilmente pronunciabile in più lingue, anche all’estero. Il cantante ci è arrivato poi, infatti, pubblicando versioni in spagnolo dei suoi dischi.
Il vero nome di Nek è Filippo Neviani (nato a Sassuolo, in provincia di Modena, il 6 gennaio 1972). Per lungo tempo, però, il pubblico ha conosciuto solo il suo alias, lasciando il nome di battesimo in una zona più intima, legata alle origini e alla vita privata.
Ha dichiarato in quella clip pubblicata su Instagram (allegata prima).
Ma con il tempo ha iniziato ad abbracciarlo di più.
Un segnale simbolico di “ritorno” a Filippo arriva nel 2013, quando decide di intitolare proprio "Filippo Neviani" uno dei suoi album, quasi a rivendicare la propria identità anagrafica oltre il personaggio Nek.
In contesti più personali – interviste profonde, racconti di famiglia, riflessioni su fede e carriera – è lo stesso artista a parlare di sé chiamandosi e lasciandosi chiamare proprio Filippo.
Ha dichiarato l'artista a "L'Arena".
Nek resta il nome del palco, dei dischi e delle grandi arene. Di fatto, negli anni ha scelto di bilanciare meglio le due dimensioni: ha mostrato al pubblico tanto l’icona Nek quanto l’uomo Filippo Neviani, specie in talk show del week-end come "Verissimo" o "Domenica In".
L'11 gennaio 2026 alle 17.20 sarà ospite a "Da noi... a ruota libera" su Rai Uno e continuerà sicuramente a far parlare il suo lato più umano.