Marco Giallini è uno degli attori più amati del cinema e della televisione italiana: ironico, schietto, con una presenza magnetica sullo schermo.
Ma dietro alla grinta dell’interprete di tanti ruoli indimenticabili si nasconde una delle prove più difficili della sua vita. La scomparsa della prima moglie Loredana nel 2011 ha segnato profondamente l’attore, cambiando per sempre il corso della sua esistenza.
Una storia di amore durato decenni, un lutto improvviso e la difficoltà di ricominciare, raccontata da Giallini stesso con la sua voce diretta e poetica.
Ecco cosa sappiamo su come è morta Loredana, cosa ha detto Giallini sul dolore della perdita, come ha affrontato la vita da padre da solo e come, negli anni, ha trasformato quel dolore in rinascita personale e artistica.
Loredana è stata la compagna di vita di Marco Giallini per oltre 25 anni e insieme hanno costruito una famiglia solida e intensa. I due si erano sposati nel 1993 e avevano messo su casa e sogni insieme, crescendo i loro due figli, Rocco e Diego, nati nel 1998 e nel 2004.
Il legame tra Marco e Loredana non è stato solo matrimoniale, ma profondamente emotivo: Giallini ha più volte raccontato che lei era "tutto" per lui, una presenza forte e quotidiana che ha segnato non solo la sua vita privata ma anche la sua crescita umana.
La storia di amore tra i due era iniziata molto prima: si erano incontrati da giovani, si erano scelti, e nei lunghi anni insieme avevano condiviso gioie, difficoltà e progetti. Era una relazione in cui si rideva, si litigava, si viveva pienamente, con la consapevolezza profonda dell’altro accanto.
La morte di Loredana è avvenuta in modo improvviso e drammatico nel luglio del 2011, quando lei aveva poco più di quarant’anni.
Secondo il racconto che Giallini ha fatto più volte in interviste pubbliche, la donna aveva accusato nei giorni precedenti un forte mal di testa, ma nulla faceva presagire ciò che sarebbe accaduto.
Quel giorno, mentre chiacchieravano, Loredana si sarebbe accasciata tra le braccia di Marco, senza poter riprendere conoscenza.
"Ha vissuto altri due giorni, ma senza riprendere conoscenza", ha raccontato Giallini in un’intervista, descrivendo il momento tragico con franchezza e commozione.
Il referto medico ha indicato come causa del decesso un’emorragia cerebrale, un evento improvviso e devastante che ha portato via Loredana lasciando dietro di sé un vuoto enorme.
Marco Giallini non è tipo da frasi di circostanza, e così ha raccontato più volte quello che ha provato dopo la scomparsa della moglie con una sincerità cruda e poetica che ha commosso il pubblico.
"Sono in lockdown da quando è morta Loredana", ha detto in una lunga intervista al Corriere della Sera, descrivendo la sensazione di sospensione temporale che lo ha avvolto per anni.
Ha spiegato che nei primi anni il suo istinto era credere che Loredana potesse tornare a casa da un momento all’altro, una sorta di attesa innaturale che lentamente si trasformava in consapevolezza dolorosa.
"Il pensiero che lei rientri a casa dura due anni, poi capisci che morire è prassi. Non a 40 anni, non fra le mie braccia", ha detto l’attore con quella schiettezza che lo contraddistingue. Giallini ha parlato anche di quando ha iniziato ad andare al cimitero, molto tempo dopo, perché "ancora non potevo credere che stesse lì".
La morte di Loredana ha imposto a Giallini un ruolo che non aveva mai immaginato: quello di padre vedovo. I figli avevano appena 12 e 5 anni quando la madre se n’è andata. In molte interviste, Marco ha raccontato con tenerezza e humour che quel ruolo lo ha trasformato.
Il figlio maggiore gli disse una volta: "Io l’adolescenza non l’ho avuta, mamma è morta che avevo 12 anni e non ho avuto nessuno da punire".
Dopo anni di lutto e riflessione, Marco Giallini ha ritrovato la serenità sentimentale accanto a Giorgia Battisti, che oggi condivide con lui una nuova fase della vita. La coppia appare riservata ma affiatata: Giallini ha più volte sottolineato che il nuovo amore non cancella il passato, ma lo arricchisce, regalando equilibrio e gioia.
Il rapporto con Giorgia è diventato anche fonte di stabilità per i figli, che vedono il padre sereno e felice dopo anni difficili. Per Giallini, questa nuova relazione rappresenta una rinascita: la conferma che dopo il dolore più grande si può tornare a sorridere, amare e guardare al futuro con fiducia.
Una delle idee più sorprendenti che Giallini ha espresso è che il dolore non si esorcizza mai completamente, si rimane in dialogo con chi si è amato.
Questa immagine di un uomo che continua a portare con sé la presenza di Loredana, non come peso ma come memoria viva, è ciò che distingue la sua elaborazione del lutto.
Non è un supereroe che supera tutto, ma un essere umano che convive con l’assenza, trasformandola in forza espressiva.