11 Jan, 2026 - 11:36

Il mondo sottosopra: Travaglio, per la guerra in Ucraina, è d'accordo con Meloni ed è contro il Pd

Il mondo sottosopra: Travaglio, per la guerra in Ucraina, è d'accordo con Meloni ed è contro il Pd

A un lettore disattento sembrerà di vedere il mondo sottosopra. Oggi, infatti, nel suo consueto editoriale, Marco Travaglio, per la guerra in Ucraina, si schiera accanto alla premier Giorgia Meloni e contro parte di quello che dovrebbe essere un partito alleato al suo Movimento Cinque Stelle, il Pd.

Il motivo è presto detto: Travaglio ha trovato molto condivisibili due frasi che la premier ha speso durante la conferenza stampa di inizio anno:

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È ora di parlare con Putin

è la prima;

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In Ucraina nemmeno un soldato italiano

è la seconda.

Sennonché, con grande rammarico del direttore del Fatto Quotidiano, i riformisti del Pd hanno attaccato il presidente del Consiglio proprio per queste due affermazioni.

Travaglio d'accordo con Giorgia Meloni e contro il Pd riformista

Marco Travaglio, pur di andare contro i riformisti del Pd, si ritrova d'accordo con tutti, finanche con Giorgia Meloni:

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Tra decine di frasi inaccettabili e omissioni indecenti, l'altroieri, la Meloni ha detto solo due cose condivisibili: è ora che l'Europa parli con Putin (meglio tardi che mai, dopo quattro anni e centinaia di migliaia di morti e dopo aver deriso i 5 Stelle che glielo chiedevano dal 2022: Lo convincete voi con il Reddito di Cittadinanza?); e l'Italia non invierà neppure un soldato a Kiev...

Ebbene, sono i due punti che non sono andati giù ai riformisti del Pd che invocano l'entrata dell'Italia nel gruppo dei Volenterosi e l'invio di truppe a Kiev, "ovviamente, di pace". Per questo, Travaglio scuote la testa arrivando a fare questa considerazione:

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Lo sanno anche i bambini che Putin non ha invaso l'Ucraina per prendersela tutta con un regime change e occupare l'intera Europa, ma per non ritrovarsi la Nato, con le sue truppe e testate nucleari, lungo un confine di 1600 chilometri

Beh, bisognerebbe vedere a quali bambini si riferisce il direttore del Fatto, forse ai ventimila e più rapiti da Putin, giusto perché "sentiva abbaiare la Nato alle porte di casa".

Travaglio contro il Pd

Ma tant'è: la linea filo-putiniana di Marco Travaglio e del Movimento Cinque Stelle è nota. Tutto ciò che nei fatti dà fastidio al dittatore di Mosca, quindi, per il direttore del Fatto è da condannare:

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Annunciare ora, in pieno negoziato, lo schieramento di soldati di Francia e Regno Unito e insistere per aggiungervi quelli Usa significa annientare per sempre qualunque trattativa. Per giunta, con un'altra contraddizione logica: si dice che i soldati verranno inviati solo dopo la pace; ma il solo dirlo rende impossibile la pace. Infatti, Mosca ha già avvisato che le truppe dei Paesi Nato saranno obiettivi militari legittimi. E non ci vorrebbe molto a spazzarli via...

Travaglio vive nel mito dell'invincibilità dell'Armata Rossa mentre, in realtà, è impantanata da quattro anni per conquistare circa il 10% dell'Ucraina a costo di centinaia di migliaia di vittime.

E comunque, per il direttore del Fatto, non bisogna "sottovalutare la vocazione suicida dei riformisti Pd":

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Anziché incunearsi nella faglia aperta a destra da Salvini sulla politica estera, non vedono l'ora di presentarsi agli elettori come il partito più guerrafondaio d'Italia

Del resto, a proposito di mondo sottosopra, si sa che Travaglio e il Movimento Cinque Stelle, in materia di politica estera, la pensano esattamente come il segretario della Lega. Altro che le due frasi della Meloni.

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