A un lettore disattento sembrerà di vedere il mondo sottosopra. Oggi, infatti, nel suo consueto editoriale, Marco Travaglio, per la guerra in Ucraina, si schiera accanto alla premier Giorgia Meloni e contro parte di quello che dovrebbe essere un partito alleato al suo Movimento Cinque Stelle, il Pd.
Il motivo è presto detto: Travaglio ha trovato molto condivisibili due frasi che la premier ha speso durante la conferenza stampa di inizio anno:
è la prima;
è la seconda.
Sennonché, con grande rammarico del direttore del Fatto Quotidiano, i riformisti del Pd hanno attaccato il presidente del Consiglio proprio per queste due affermazioni.
Marco Travaglio, pur di andare contro i riformisti del Pd, si ritrova d'accordo con tutti, finanche con Giorgia Meloni:
Ebbene, sono i due punti che non sono andati giù ai riformisti del Pd che invocano l'entrata dell'Italia nel gruppo dei Volenterosi e l'invio di truppe a Kiev, "ovviamente, di pace". Per questo, Travaglio scuote la testa arrivando a fare questa considerazione:
Beh, bisognerebbe vedere a quali bambini si riferisce il direttore del Fatto, forse ai ventimila e più rapiti da Putin, giusto perché "sentiva abbaiare la Nato alle porte di casa".
Ma tant'è: la linea filo-putiniana di Marco Travaglio e del Movimento Cinque Stelle è nota. Tutto ciò che nei fatti dà fastidio al dittatore di Mosca, quindi, per il direttore del Fatto è da condannare:
Travaglio vive nel mito dell'invincibilità dell'Armata Rossa mentre, in realtà, è impantanata da quattro anni per conquistare circa il 10% dell'Ucraina a costo di centinaia di migliaia di vittime.
E comunque, per il direttore del Fatto, non bisogna "sottovalutare la vocazione suicida dei riformisti Pd":
Del resto, a proposito di mondo sottosopra, si sa che Travaglio e il Movimento Cinque Stelle, in materia di politica estera, la pensano esattamente come il segretario della Lega. Altro che le due frasi della Meloni.