La febbre alta, poi la corsa disperata con i genitori tra ambulatori e ospedali, fino al ricovero finito nel modo più tragico. Una bimba di tredici mesi è morta lo scorso primo gennaio all'ospedale Maggiore di Parma a causa di una meningite da pneumococco. Ricoverata da giorni, era peggiorata progressivamente nonostante i tentativi dei medici di curarla.
La bimba sarebbe stata ricoverata all'ospedale Maggiore di Parma il 21 dicembre scorso. In precedenza, secondo quanto ricostruito dall'agenzia Ansa, i genitori l'avevano portata con la febbre alta dal pediatra, che, considerata la situazione, aveva consigliato loro di accompagnarla in un pronto soccorso del territorio reggiano.
Dopo il primo accesso ospedaliero, i sanitari ne avevano poi disposto il trasferimento. Nei giorni successivi al ricovero nella struttura parmense, il suo quadro si sarebbe progressivamente aggravato. Fino a quando, il primo gennaio, i medici che l'avevano presa in cura sperando di poterla salvare non avrebbero potuto far altro che constatarne il decesso.
La causa della morte sarebbe, stando ai primi riscontri medici, un'infezione batterica dovuta a una meningite da pneumococco. Infezione che avrebbe avuto un decorso particolarmente aggressivo, innescando in breve tempo conseguenze irreversibili sia sul sistema nervoso centrale che su quello cardiocircolatorio della piccola.
Nata in Italia da genitori indiani, la bimba viveva a Bibbiano, nella Val d'Enza, in provincia di Reggio Emilia, dove la notizia della sua morte ha suscitato sgomento e dolore. "Riposa in pace angioletto", scrive ora qualcuno sui social. Altri pregano per la sua famiglia: "Penso ai suoi genitori, che strazio". Ma non mancano i commenti degli utenti no vax, simili a quelli comparsi online dopo la morte del piccolo Leonardo a Castelfranco, avvenuta lo scorso marzo.