Scopri come TikTok e Instagram influenzano il turismo moderno. Dall'overtourism alla nascita delle mete virali, ecco l'impatto dei social sui viaggi nel 2026.
L'era del turismo digitale ha trasformato radicalmente il modo in cui scopriamo il mondo. Oggi, la scelta di una meta non passa più solo attraverso le agenzie di viaggio, ma attraverso un feed infinito di video brevi e scatti perfetti. Il turismo influenzato dai social è diventato un motore economico senza precedenti, ma a quale prezzo?
Secondo i dati più recenti, oltre il 70% dei viaggiatori sotto i 35 anni sceglie la prossima destinazione in base alla sua resa fotografica. La ricerca di "posti instagrammabili" non è più solo una tendenza, ma un criterio di selezione che premia l'estetica a discapito, a volte, dell'esperienza culturale.
Un tempo, una destinazione impiegava anni per diventare celebre. Oggi, grazie a un Reel o un video su TikTok, un luogo può passare dall'anonimato al "tutto esaurito" in pochi giorni.
● L'Effetto Checklist: Molti turisti viaggiano con l'obiettivo di "collezionare" scatti visti online, trasformando il viaggio in una performance digitale.
● Numeri e Tendenze: Hashtag come #TravelTok hanno superato i 90 miliardi di visualizzazioni, generando picchi di ricerche su Google fino al +600% per le cosiddette "hidden gems".
Il termine "posto segreto" è diventato il più grande paradosso del web. Quando un creator pubblica le coordinate di una spiaggia incontaminata per scalare l'algoritmo, quel luogo smette istantaneamente di essere tale.
● Esempio Lago di Braies: In Italia, la popolarità social ha portato a un aumento di visitatori ingestibile, costringendo le autorità a introdurre il numero chiuso.
● Esempio Roy's Peak: In Nuova Zelanda, i turisti fanno file di ore per scattare la stessa foto sullo sperone di roccia reso famoso da Instagram.
Il passaggio dalla viralità al sovraffollamento turistico è immediato. Questo fenomeno comporta criticità severe:
● Degrado ambientale: Erosione del suolo e aumento dei rifiuti in ecosistemi fragili.
● Perdita di autenticità: Centri storici trasformati in "set fotografici" dove i residenti vengono sostituiti da affitti brevi.
● Rincaro dei prezzi: L'inflazione turistica rende le destinazioni inaccessibili per gli abitanti locali.
Per contrastare l'impatto negativo dei social, molte città stanno adottando misure drastiche:
● Ticket d'ingresso: Come il modello sperimentato da Venezia per i flussi giornalieri.
● Campagne di De-marketing: Incoraggiare i viaggiatori a visitare luoghi meno noti o a viaggiare fuori stagione.
● Divieti di Selfie: Zone a traffico limitato per pedoni a Portofino o Kyoto per evitare ingorghi pericolosi.
I social media non sono il nemico, ma uno strumento che richiede responsabilità. Il futuro del settore risiede nel turismo lento (Slow Travel): un approccio che valorizza l'incontro reale e la scoperta personale, oltre l'obiettivo di uno smartphone.
A cura di Chiara Ena