Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno, ha delineato la posizione italiana sulle crisi internazionali, ribadendo il sostegno all'Ucraina (senza che saranno inviate truppe) e un impegno attivo per la pace in Medio Oriente.
Le dichiarazioni, rese nell'aula dei gruppi parlamentari della Camera, aggiornano le linee del governo sui fronti caldi, in un contesto di escalation recenti come gli attacchi russi su Kiev e Leopoli.
Giorgia Meloni ha escluso categoricamente l'invio di truppe italiane in Ucraina, allineandosi alla cautela espressa già in passato.
La premier ha sottolineato:
Parlando di Macron, il quale ha dichiarato che è arrivato il momento di parlare ancora con la Russia, la premier, poi, si è ritrovata sulla sua posizione.
Di certo, si tratta di una convergenza inedita ma che significativamente emerge dopo il vertice di Parigi, dove Francia e Regno Unito hanno firmato con Zelensky una dichiarazione che le impegna ad inviare truppe di garanzia per blindare la pace, mentre l'Italia ha detto di essere pronta limitatamente per un supporto alla logistica e alla deterrenza.
Proprio questo, del resto, è il punto su cui Meloni ha insistito: la deterrenza come via per la pace:
La premier, inoltre, ha auspicato un inviato speciale Ue per riaprire un dialogo con Mosca, criticando un approccio unilaterale che limiterebbe il contributo europeo.
In un'Italia divisa, con una fetta significativa favorevole a passi indietro, infine, la premier ha difeso il sostegno a Kiev senza escalation, in linea con la mozione parlamentare che non prevede l'invio di truppe.
Sul Medio Oriente, Meloni ha riaffermato che la questione Gaza "non è sparita dai radar", con l'Italia impegnata a rendere effettivo il piano di pace di Trump nonostante la tregua fragile.
Il governo ha stanziato 25 milioni di euro per Gaza e offerto carabinieri per addestrare le prime 50 forze di sicurezza palestinesi in Giordania, posizionando così Roma come la prima nazione Ue a contribuire fattivamente al mantenimento della pace. Una mossa - ha sottolineato la premier - frutto del rispetto che l'Italia ha saputo guadagnarsi presso tutti gli attori coinvolti, da Israele a palestinesi.
In ogni caso, in Palestina, la premier non esclude la partecipazione italiana a una forza multinazionale, subordinandola a un voto in Parlamento e all'obiettivo dei due Stati.
In un contesto di tensioni persistenti, l'impegno si affianca a sforzi diplomatici per stabilizzare la Striscia, evitando nuove spirali violente.