"Qual è il film più brutto di Harry Potter e perché proprio il sesto?" Molti amanti del genere inizierebbero il discorso così. Un romanzo amato, un film che per moltissimi è un disastro.
"Harry Potter e il Principe Mezzosangue" è uno dei romanzi meglio riusciti della saga, ma la sua trasposizione cinematografica del 2009 è spesso indicata come l’anello debole del franchise per tanti fan. Pur inserendosi in un momento cruciale della storia, quando si tocca l’escalation della guerra magica e la maturazione definitiva di Harry, il film viene accusato di sacrificare passaggi fondamentali del libro in favore di scelte narrative e stilistiche a dir poco discutibili.
Un capitolo che non regge il peso delle aspettative né il ruolo chiave che dovrebbe avere in preparazione ai "Doni della Morte". Ma andiamo con ordine.
I film poco fedeli ai libri fanno sempre storcere il naso. Uno dei motivi principali per cui "Il Principe Mezzosangue" viene considerato il film peggiore è il modo in cui indebolisce la funzione “espositiva” del romanzo. Nel libro, la serie di ricordi che Silente mostra a Harry ricostruisce in dettaglio il passato di Voldemort, spiegandone traumi, ossessioni e, soprattutto, l’origine degli Horcrux.
Nel film, invece, gran parte di queste memorie viene completamente tagliata, e quello che nei libri è un minuzioso lavoro di indagine psicologica viene trasformato in pochi frammenti che non permettono davvero di capire il villain. Di conseguenza, anche la caccia agli Horcrux nei "Doni della Morte" appare molto meno chiara e più affrettata per chi conosce solo le pellicole, perché mancano tasselli preparatori che avrebbero dovuto essere forniti proprio da questo capitolo.
Un altro aspetto contestato da tantissimi è la scelta di inserire scene originali, non presenti nel romanzo, al posto di momenti chiave del materiale di partenza. L’esempio più citato è l’assalto alla Tana e il suo incendio: una scena visivamente spettacolare, certo, che vuole mostrare come nemmeno il rifugio dei Weasley sia più al sicuro, ma che finisce per rubare spazio a eventi ben più significativi, perché l’incendio della Tana non esiste nel libro "Il Principe Mezzosangue".
Ecco la clip:
Tra le omissioni più gravi c’è poi il funerale di Silente, totalmente assente nel film, nonostante nel libro rappresenti un momento altamente simbolico in cui Harry perde l’ultima guida e accetta di dover affrontare Voldemort praticamente da solo. Quel rito funebre, con la comunità magica riunita a Hogwarts, era importante perché sanciva la fine del tempo dell’innocenza e la consapevolezza definitiva che nessuno è al riparo. Al suo posto, il film si accontenta di un epilogo molto più smorzato, emotivamente poco incisivo.
E poi ci sono i toni. "Il Principe Mezzosangue" viene spesso criticato per l’oscillazione dell’atmosfera, che preferisce mostrare le sfumature della commedia romantica a scapito della tensione drammatica che dovrebbe essere il centro della trama. Il focus insistito sulle dinamiche sentimentali tra Harry, Ginny, Ron, Hermione e i loro corteggiatori rende il film a tratti quasi una teen comedy, attenuando la sensazione di pericolo crescente che dovrebbe farsi sentire sempre di più man mano che ci si addentra nella storia.

Immagine tratta dal trailer di "Harry Potter e il Principe Mezzosangue".
Alcune invenzioni, come l’apertura con Harry che flirta con una cameriera in un bar babbano, vengono percepite come imbarazzanti e inutili, oltre che in contrasto con il vero carattere del personaggio, soprattutto considerando che in parallelo sono stati rimossi elementi essenziali come le spiegazioni sui Dursley, Grimmauld Place e l’eredità di Sirius. Certe scelte lasciano insoddisfatti gli spettatori, che si trovano davanti a un film che non riesce a rendere giustizia alla complessità e al peso narrativo del sesto libro di "Harry Potter".
"Harry Potter e il Principe Mezzosangue" andrà in onda il 9 gennaio in prima serata su Italia Uno.