09 Jan, 2026 - 13:25

Riarmo, per aumento spese militari serve scostamento di Bilancio. Giorgetti “scopre le carte” e accende lo scontro

Riarmo, per aumento spese militari serve scostamento di Bilancio. Giorgetti “scopre le carte” e accende lo scontro

Per finanziare l'aumento al 5% del pil delle spese per la difesa, così da rispettare l'impegno preso con la Nato a giugno  - senza intaccare welfare, sanità e altri capitoli della finanza pubblica - il governo sta valutando l'attivazione di una clausola di garanzia che, per essere applicata, richiede uno scostamento di bilancio da votare in Parlamento.

Questo in sintesi quando emerso ieri - giovedi 8 gennaio 2026 - dall'intervento del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, al question time al Senato.

Il titolare del Dicastero dell'Economia è intervenuto nell'aula di Palazzo Madama per rispondere ad un interrogazione presentata dal senatore del Mavimento 5 Stelle, Stefano Patuanelli.

Le parole di Giorgetti hanno aperto un nuovo fronte di scontro con l'opposizione e soprattutto con i pentastellati contrari all'aumento delle spese per il riarmo e che hanno annunciato l'intenzione di “alzare le barricate” in Parlamento.

Riarmo, si pensa alla clausola di salvaguardia, Giorgetti: “Prima i dati sul deficit”

Al vertice Nato dell'Aja dello scorso giugno, il governo italiano si è impegnato ad aumentare fino al 5% del pil le spese per la difesa e la sicurezza nazionale entro il 2028.

Il ministro dell'Economia ha spiegato che per aumentare questi fondi bisogna aspettare i dati ufficiali sul deficit del 2025.

L'Istat comunicherà questi dati a marzo alla Commissione europea. Se il deficit (cioè quanto spendiamo in più di quanto incassiamo) sarà sotto il 3% del Pil, l'Italia escirà dalla "procedura per deficit eccessivo" e avrà più flessibilità nel bilancio.

Grazie a questa uscita, si potrà aumentare la spesa per difesa gradualmente: fino a mezzo punto percentuale in più sul Pil entro tre anni, senza tagliare i fondi per le priorità sociali come sanità o welfare. 

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“Questo consentirebbe di confermare gli intenti contenuti nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica, ossia l’incremento della spesa per difesa e sicurezza graduale con una incidenza sul Pil che può crescere fino a circa 0,5 punti percentuali entro la fine del triennio coperto dalla legge di bilancio”.

Ha spiegato Giorgetti che poi ha anche chiarito come il governo intenda procedere: useranno una "clausola di salvaguardia", che permette di spendere di più solo per difesa, senza toccare il resto.

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“Grazie all’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale l’aumento nella spesa prospettato non comporterebbe nessuna rinuncia alle spese dedicate alle principali priorità di policy di natura sociale”.

Aumento spese militari: perché serve il via libera del Parlamento allo scostamento 

L'attivazione della clausola di salvaguardia però necessita di un scostamento di bilancio che deve essere approvato dal Parlamento.

La clausola di salvaguardia è, infatti, uno strumento legato (ma indipendente) al piano europeo "Safe" (Security Action For Europe), che vale fino a 14,9 miliardi per l'Italia ma che ancora non è stata approvata.

"Trattandosi di una flessibilità in deroga", la sua attivazione non richiederebbe la pubblicazione di un nuovo piano, ma "implicherebbe comunque una richiesta di scostamento dagli obiettivi programmatici al Parlamento, da approvare previo coinvolgimento dello stesso". 

ha sottolineato il ministro dell'Economia.

La clausola si usa in casi eccezionali, come la crisi geopolitica attuale (guerra in Ucraina ecc.), e permette di deviare temporaneamente dal piano di spesa netto, con l'ok del Consiglio Ue.

Tutto resta nei limiti fissati dal Documento Programmatico di Finanza Pubblica (Dpfp), senza superare certi tetti sul Pil. In pratica, dà flessibilità extra per la difesa senza creare nuovo debito incontrollato.

M5s: "Governo chiederà scostamento da 23 mld, lo aspettiamo in Parlamento"

L'ipotesi di uno scostamento di bilancio è stata definita 'una follia' dal capogruppo M5s al Senato, Stefano Patuanelli.

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Oggi in aula ho fatto una domanda semplice al ministro Giorgetti: dove prenderete i soldi per aumentare di oltre 23 miliardi le spese militari nei prossimi tre anni? La risposta è stata un esercizio di fumo istituzionale. Si rinvia tutto a marzo, alle stime Istat, all’uscita (forse) dalla procedura di infrazione”.

Ha detto Patuanelli che ha accusato il governo di stare 'ipotecando le risorse del Paese'.

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Stanno seriamente pensando d’impegnare il Parlamento su uno scostamento in armi, magari per comprare quelle americane (come vorrebbe Trump). Questa a mio avviso è pura follia.

conclude Patuanelli.

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Dalla risposta di Giorgetti alla nostra interrogazione in Senato si intuisce che il governo preferisca finanziare la folle corsa al riarmo su cui Meloni si è impegnata con Trump e la Nato con i soldi dei cittadini italiani invece che con i fondi europei.”

Scrivono in una nota i capigruppo M5s delle commissioni Difesa e Politiche Ue di Camera e Senato Bruno Marton, Arnaldo Lomuti, Filippo Scerra e Gisella Naturale.

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“Giorgetti ha infatti virato la sua risposta parlando dell'attivazione della clausola di salvaguardia che consente di fare extra-debito per la difesa e per la quale, come ha detto, servirà uno scostamento di bilancio da approvare in Parlamento. Ci troveranno ad aspettarli sulle barricate - metaforiche - in Parlamento dove daremo voce agli italiani che si ribellano a questa follia.

Concludono i pentastellati.

 

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