09 Jan, 2026 - 11:26

Capotreno ucciso a Bologna, cosa rivela l’autopsia: trovato un coltello vicino al luogo del delitto

Capotreno ucciso a Bologna, cosa rivela l’autopsia: trovato un coltello vicino al luogo del delitto

Ucciso con un unico, violentissimo fendente alla schiena. Sono stati resi noti i primi risultati dell'autopsia sul corpo di Alessandro Ambrosio, il capotreno accoltellato nel parcheggio della stazione di Bologna la sera del 5 gennaio.

Intanto è stato trovato un coltello nel percorso fatto dall'indagato Marin Jelenic, il croato di 36 anni senza fissa dimora, fuggito dopo l'omicidio e fermato il 6 gennaio a Desenzano del Garda.

Omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, cos'è emerso dall'autopsia

Secondo l'esame autoptico, realizzato dal medico legale Elena Giovannini, la ferita alla schiena di Alessandro Ambrosio ha una profondità di circa quattro centimetri.

La lama ha reciso l'arteria polmonare, causando una morte rapida per emorragia. La violenza della coltellata è stata tale da far penetrare il coltello fino quasi all'impugnatura.

L'ipotesi è che Marin Jelenic abbia pedinato il capotreno per poi sferrare il colpo all'improvviso. La vittima non ha avuto il tempo di reagire.

Trovato un coltello

Come riporta La Repubblica, durante un sopralluogo è stato trovato un coltello, presunta arma del delitto, in un'area compatibile con il percorso fatto da Marin Jelenic.

In particolare, il pugnale sarebbe stato recuperato nei pressi del punto in cui il 36enne si era nascosto per non farsi vedere da una persona che stava raggiungendo il parcheggio nella direzione opposta, e che poi avrebbe lanciato l'allarme.

L'arma sarà analizzata in cerca di riscontri.

Attesa per l'udienza di convalida del fermo

Per la giornata odierna, 9 gennaio 2026, è attesa l'udienza di convalida del fermo di Marin Jelenic. L'uomo era già destinatario di un provvedimento, emesso dopo che lo scorso 22 dicembre era stato sorpreso con un coltello in via Scheiwiller a Milano.

Non era la prima volta che il 36enne croato veniva controllato: secondo quanto ricostruito dagli agenti della squadra mobile di Milano, che hanno supportato nelle indagini i colleghi di Bologna, il 19 maggio 2025 era stato fermato in Stazione Centrale e il 2 settembre in quella di Lambrate.

Risultano ulteriori verifiche anche nelle stazioni di Pavia, di Bologna a inizio maggio e ai primi di dicembre, e ai valichi di frontiera di Trieste (il 30 dicembre) e di Tarvisio (il 10 novembre). 

Eppure è riuscito a commettere il brutale omicidio di Alessandro Ambrosio che resta, al momento, senza alcuna spiegazione.

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