Gli ultimi dati Istat sull'andamento dell'occupazione in Italia lavoro hanno riacceso il dibattito sulle condizioni del lavoro in Italia.
Ad accendere a polemica politica, invece, sono state le parole della premier Giorgia Meloni che ha rivendicato il successo sui social:
"Gli ultimi dati Istat confermano un segnale importante: la disoccupazione scende ai livelli più bassi mai registrati dall’inizio delle rilevazioni e, su base annua, l’occupazione continua a crescere."
Ha scritto la presidente del Consiglio, che poi ha anche aggiunto:
"Il Governo continuerà a fare la propria parte per sostenere chi crea lavoro, investe e produce valore, rafforzando le politiche per l’occupazione e guardando con determinazione al futuro. Avanti su questa strada."
La sua lettura è giusta? No secondo il centrosinistra che accusa il governo di fare la solita 'propaganda'.
Ecco allora cosa dicono davvero i numeri dell'Istat.
Secondo l’Istat, a novembre 2025 il numero di occupati in Italia ha superato quello dello stesso mese del 2024 di 179 mila unità (+0,7%). La crescita interessa uomini e donne, i 25-34enni e gli over 50, mentre nelle altre fasce di età si registrano cali. Il tasso di occupazione annuale sale di 0,3 punti percentuali.
Tuttavia, rispetto al mese precedente, il quadro è meno positivo: gli occupati diminuiscono di 34 mila unità (-0,1%). A soffrire sono soprattutto donne, lavoratori a termine e autonomi, oltre a due fasce d’età (15-24 e 35-49 anni). I dipendenti permanenti restano sostanzialmente stabili. Il tasso di occupazione mensile cala quindi allo 62,6% (-0,1 punti).
A novembre il tasso di disoccupazione scende al 5,7% (-0,1 punti), mentre quello giovanile cala al 18,8% (-0,8 punti). Contemporaneamente, però, il tasso di inattività aumenta al 33,5% (+0,2%).
L’Istat segnala che la diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-30 mila unità, -2,0%) riguarda uomini, donne e quasi tutte le fasce d’età, tranne i 25-34enni, per i quali il numero dei disoccupati è in leggero aumento. Questo dettaglio indica che, nonostante il calo generale della disoccupazione, alcune categorie di giovani rimangono in difficoltà.
Se si guarda al dato annuale, le dichiarazioni della premier trovano conferma: la disoccupazione scende e l’occupazione cresce. Su base annua, il mercato del lavoro italiano mostra segnali di solidità.
Ma i dati mensili ricordano che il quadro è più complesso. La flessione degli occupati a novembre e l’aumento degli inattivi evidenziano fragilità nel breve termine, soprattutto tra lavoratori a termine, autonomi e giovani adulti.
In sintesi, l’Istat conferma il trend positivo citato dalla premier: l’occupazione cresce e la disoccupazione è ai livelli più bassi mai registrati.
La lettura di Meloni è quindi corretta se ci si concentra sul dato annuale, ma presenta inesattezze se si considerano i dati nel complesso, compresi quelli dell'inattività come fa notare il Dario Carotenuto, capogruppo del M5s in Commissione lavoro alla Camera.