08 Jan, 2026 - 15:30

Tornano i trattori in piazza, Italia pronta a firmare il trattato Ue-Mercosur: il governo sta svendendo gli agricoltori?

Tornano i trattori in piazza, Italia pronta a firmare il trattato Ue-Mercosur: il governo sta svendendo gli agricoltori?

Il 9 gennaio piazza Duca d’Aosta a Milano sarà 'invasa' da oltre cento trattori schierati davanti alla Stazione Centrale.

Gli agricoltori italiani ritornano in piazza per dire no al trattato Ue-Mercosur che sarà votato proprio domani dagli Stati membri. Il governo italiano - che aveva bloccato l'accordo nelle scorse settimane - sembra deciso a votarlo, dopo le rassicurazioni da parte della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, sull'accesso anticipato ai fondi della Pac, 2028-2035.

La decisione del governo, tuttavia non piace agli agricoltori che domani porteranno di nuovo i trattori in piazza. Dall'opposizione, intanto, si alzano voci molto critiche nei confronti del governo, soprattutto dal Movimento 5 Stelle che accusa Meloni di svendere gli agricoltori italiani. 

L'accordo Ue-Mercosur è un accordo commerciale che prevede la riduzione dei dazi su molti prodotti tra gli Stati Ue e quelli del Mercato Comune del Sud (Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay).

Agricoltura, perché i trattori scendono di nuovo in piazza contro l'UE?

La mobilitazione nazionale di domani è stata promossa da Riscatto agricolo Lombardia e dal Coapi (Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani) e segna l’inizio di un anno di proteste contro quella che il mondo agricolo definisce “una crisi che colpisce l’intera filiera alimentare e la società italiana”.

L’iniziativa non è solo simbolica: vuole unire produttori e consumatori nella denuncia di politiche commerciali ritenute rischiose per la sovranità alimentare del Paese. 

Al centro della protesta c’è l’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur, che alcuni vedono come una minaccia diretta al settore agricolo italiano. Gli agricoltori dicono “No al Mercosur", un accordo che metterebbe a rischio le produzioni italiane e la sovranità alimentare e chiedono maggiore trasparenza di origine in etichetta, "per dare a ogni consumatore il diritto di scegliere consapevolmente”

Accordo Ue-Mercosur, cosa farà l’Italia?

Dal punto di vista istituzionale, l’Italia si prepara a dare il via libera all’accordo Ue-Mercosur, anche se con condizioni precise.

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha dichiarato:

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“Manca l'ultimo miglio, l'intesa sulle clausole di salvaguardia. I nostri diplomatici stanno verificando che le garanzie ottenute oggi siano supportate da elementi tecnici e politici. Venerdì al Coreper faremo il punto”. 

Le clausole di salvaguardia previste dall’accordo stabiliscono che se le importazioni dai paesi del Mercosur dovessero superare l’8% o se i prezzi europei crollassero oltre l’8%, l’intesa commerciale verrebbe sospesa. L’Italia punta addirittura a ridurre questa soglia al 5%.

Il governo italiano, inoltre, ha ottenuto dall’Unione Europea ulteriori risorse per la programmazione della Politica Agricola Comune (PAC) 2028-2034. Come spiegano i senatori della Lega, Giorgio Maria Bergesio e Mara Bizzotto:

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“Siamo consapevoli che il buon esito dell’accordo per gli agricoltori italiani è determinato dal fatto che il governo è riuscito a recuperare ulteriori 10 miliardi per la programmazione della PAC per gli anni 2028-34”.

Secondo il ministro degli Esteri Antonio Tajani, l’accordo

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“presenta grandissimi benefici e potenzialità: innanzitutto crea un’area di libero scambio che coinvolge quasi 800 milioni di persone e rappresenta un tassello fondamentale nella costruzione di una rete di accordi commerciali dell’Unione Europea.

L’opposizione accusa: il governo sta svendendo gli agricoltori

Non mancano le voci contrarie, sia in Europa che in Italia. Eurodeputati del Movimento 5 Stelle denunciano che “con il sempre più probabile sì al Mercosur Giorgia Meloni si appresta a svendere l’agricoltura italiana in cambio di un piatto di lenticchie." E ancora che "con lo stratagemma di aumentare e anticipare le risorse per gli agricoltori nella proposta di bilancio pluriennale, Ursula von der Leyen si è comprata il decisivo sì dell’Italia ma il piatto piange”.

Secondo i parlamentari M5S, le risorse stanziate non rappresentano un incremento reale, ma un anticipo di fondi già spettanti all’Italia, il che costringerebbe il Paese a compensare i tagli con ulteriori sacrifici su altri bilanci. Inoltre, denunciano il rischio di concorrenza sleale:

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“Nessun successo, nessuna vittoria come invece sbandierato dalle veline di Fratelli d’Italia [...] questo accordo non prevede il principio di reciprocità delle regole, nei nostri supermercati quindi potrebbero entrare prodotti con standard fitosanitari inferiori, imbottiti di pesticidi e potenzialmente dannosi per la salute umana”.

Le critiche non arrivano solo dall’Italia: Ungheria e Irlanda hanno già annunciato che voteranno contro l’accordo, denunciando come Bruxelles ignori gli interessi degli agricoltori locali.

La mobilitazione del 9 gennaio a Milano si inserisce in questo contesto di forte tensione e dibattito: una protesta che unisce agricoltori, cittadini e consumatori in difesa del diritto al cibo e della tutela del settore agricolo nazionale.

 

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