08 Jan, 2026 - 14:55

Capotreno ucciso, Feltri pretende il rimpatrio immediato degli stranieri violenti

Capotreno ucciso, Feltri pretende il rimpatrio immediato degli stranieri violenti

L'omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio ad opera di Marin Jelenic, un cittadino croato di 36 anni su cui già pendeva un ordine di allontanamento dall'Italia, è vissuto da Vittorio Feltri come una vera e propria sconfitta dello Stato.

Il direttore ha spiegato perché oggi, nella sua rubrica sul Giornale.

Feltri reclama il rimpatrio immediato per gli stranieri violenti

Come è stato possibile? Questa è la domanda che tormenta tantissimi italiani una volta venuti a conoscenza dell'atroce morte del 34enne Alessandro Ambrosio.

Feltri una risposta ce l'ha:

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È stato possibile perché lo Stato, davanti a certe dinamiche, non è uno Stato, è un ufficio che timbra carte. E quando uno Stato si riduce a timbrare carte, qualcuno muore

Questa volta, è toccato a un ragazzo di soli 34 anni mentre faceva il suo mestiere, al capotreno Alessandro Ambrosio. 

Eppure, l'uomo che l'ha ucciso "si sapeva che era irregolare, si sapeva che era aggressivo. E si sapeva anche che aveva precedenti per porto d'armi da taglio e condotte violente":

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E allora ci domandiamo tutti: che cosa doveva ancora fare prima che lo trattenessero? Doveva lasciare un biglietto con scritto tra mezz'ora ammazzo qualcuno affinché la macchina burocratica si decidesse a muoversi?

Il sarcasmo di Feltri mette il dito nella piaga:

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Se un soggetto è irregolare, aggressivo e armato (o abituato ad armarsi), è una mina vagante che prima o poi esplode

Nel caso in esame, un primo coltello gli era già stato sequestrato. Ma che ci vuole a comprarne un altro? Si chiede il direttore.

La colpa del sistema Stato

Per Feltri, quindi, la responsabilità di quanto accaduto è da ricercare nel corpo molle dello Stato, quello della burocrazia:

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Spesso non è colpa dell'agente che ferma. Il poliziotto può identificare, accompagnare, verbalizzare, segnalare. Ma poi entra in scena quel mostro molle e irresponsabile che è il sistema: rimpalli, procedure, tempi, note, moduli, convalide, competenze, uffici. E mentre la carta viaggia, il violento cammina...

Come dire: per Feltri, si è trasformata la sicurezza pubblica in un gioco dell'oca.

La soluzione che propone Feltri

Per questo, la soluzione che propone Vittorio Feltri è tranchant:

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Quando si ferma un individuo clandestino che si dimostra aggressivo, soprattutto se ha precedenti per armi e violenza, non lo si rimette in libertà. Punto. Lo si trattiene. Lo si porta in un Centro per il Rimpatrio. Si avviano immediatamente le procedure. E si rimpatria. Fine

La priorità che Feltri segnala è che non può certo rimanere a piede libero come capitato a Marin Jelenic:

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Si obietterà: Eh, ma i diritti?. Benissimo: i diritti valgono per tutti. Ma prima vengono i diritti fondamentali dei cittadini che prendono un treno, lavorano in stazione, mandano i figli a scuola, camminano per strada. Il primo diritto è vivere. E se lo Stato non garantisce questo, allora non è più Stato
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