Restano dubbi sulla morte di Emanuele Galeppini, tra le vittime dell'incendio che nella notte di Capodanno ha devastato il locale "Le Constellation" di Crans-Montana, in Svizzera. Mentre si preparano a dargli l'ultimo saluto - i funerali si terranno domani, 8 gennaio 2026, in forma privata - i familiari chiedono maggiori accertamenti. A spiegarlo a Tag24, l'avvocato Alessandro Vaccaro, che li assiste.
Emanuele aveva 16 anni ed era una promessa del golf. Quando il locale in cui stava trascorrendo la serata ha preso fuoco, si trovava in compagnia di amici. I genitori avevano provato subito a contattarlo, senza riuscirci. Nei giorni seguenti, il suo nome è finito prima tra quello dei dispersi, poi tra quello delle vittime identificate.
La sua salma è stata riportata in Italia con un volo di Stato. Dopo l'apertura della camera ardente al Policlinico di Genova, in tanti gli hanno inviato corone di fiori: anche la Regione, il Comune e la società del Genoa, squadra di cui era tifosissimo, pur risiedendo da un po' di tempo a Dubai.
ha dichiarato la sindaca Silvia Salis, sottolineando che "il suo ricordo resterà sempre vivo". Per i familiari, al dolore della sua perdita si unisce quello di non sapere con certezza cosa gli sia accaduto.
"Il corpo del ragazzo era perfettamente integro. Non mostrava segni di ustione e bruciature: in tasca aveva addirittura il portafogli e il telefonino funzionante", ha dichiarato a Tag24 l'avvocato Alessandro Vaccaro. Per questo motivo, ha aggiunto, i familiari chiedono accertamenti. "Vogliono capire dove è stato trovato e come. Sicuramente non era all'interno", ha sottolineato.
"Un collega di Ginevra mi aiuterà a contattare la polizia e il procuratore, poi capiremo il da farsi", ha proseguito ancora il legale della famiglia Galeppini, precisando che finora, da parte delle autorità svizzere, non sarebbero arrivate risposte. Neanche su una possibile autopsia "chiesta dal padre del 16enne in loco".
È possibile che Emanuele sia morto, come molti altri giovani coinvolti, a causa del fumo, delle inalazioni, forse mentre cercava una via di fuga. Qualunque sia stato il motivo, la sua famiglia vuole conoscerlo. Non si esclude che nelle prossime settimane possa essere presentato un esposto alla Procura di Roma, competente su reati commessi da o contro cittadini italiani all'estero.
Proseguono, intanto, le indagini volte ad accertare eventuali responsabilità dei due gestori del bar in cui si è consumata la strage, che ha registrato in tutto 40 vittime e 116 feriti. Poche ore fa è emerso che la porta dell'unica uscita di sicurezza presente nel seminterrato - la cui scala era stata ristretta - sarebbe stata montata al contrario. Si attendono ulteriori sviluppi.