Oggi, sul Fatto Quotidiano, c'è un intervento sulla storia di Gaza del professor Angelo D'Orsi che si conclude così:
I gazawi sono ancora là, i loro discendenti, quelli venuti dopo, sterminati, devastati, oppressi, generazione dopo generazione, resistono. E se non è riuscito Alessandro Magno a cancellare Gaza, non ci riuscirà Netanyahu. La storia ci aiuta a comprendere, ma aiuta i palestinesi a lottare e noi, osservatori, a sperare
Perché questo riferimento storico?
La risposta a questa domanda sta nel fatto che il professor D'Orsi ha firmato una recensione al libro di Arturo Marzano "Storia di Gaza", con sottotitolo "Terra, politica, conflitti" edito dal Mulino:
Un'opera non sulla Gaza di oggi, ossia sulle macerie di una comunità, ma una vicenda dell'intero XX secolo, in quella Striscia di terra, con una parte iniziale che si spinge ancora più indietro, verso quella che possiamo chiamare la Preistoria di Gaza...
D'Orsi e la storia di Gaza: "Nessuno mai ha sottomesso i palestinesi"
Insomma, per il professor D'Orsi, nessuno mai è riuscito in passato e nessuno riuscirà mai in futuro a sottomettere i palestinesi.
La Striscia, del resto, secondo quanto detto dal professore, è sempre stata anche un territorio ricco dal punto di vista culturale, tant'è che prima dell'intervento dell'esercito israeliano all'indomani del pogrom del 7 ottobre, lì fiorivano qualcosa come ben 12 università.
Presentando il libro di Marzano sulla storia di Gaza, D'Orsi ha specificato:
Grazie alle sue pagine, possiamo capire meglio come mai a Gaza vi fossero ben 12 università: una storia ultramillenaria che mostra il ruolo fondamentale di quella che oggi si chiama Gaza City e del suo territorio celebre nell'antichità non soltanto come centro commerciale, per la sua posizione strategica, per il suo mare pescoso, per la bellezza delle coste e la purezza delle acque, non soltanto come centro di produzione agricola (la vigna, il frumento, gli alberi da frutto), ma anche come straordinario centro culturale...
Il percorso della città martoriata
D'Orsi, nella sua presentazione del libro di Marzano apparsa oggi sul Fatto Quotidiano, ripercorre poi la storia martoriata della Striscia:
A lungo Gaza fu seconda solo a Gerusalemme per dimensione, per popolazione, per ricchezza, e per cultura...
Poi arrivarono gli europei colonialisti e l'Eden in terra sparì...
All'attività di rapina degli inglesi, soprattutto, a partire dalla seconda metà dell'Ottocento, si dovette la progressiva decadenza di Gaza, attaccata e bombardata più volte, conquistata, liberata, riconquistata, in un defatigante procedere della storia, che era una storia di confronto tra Occidente e Vicino Oriente, tra europei e arabi, anche se, come molta storiografia ha sottolineato, gli arabi conservarono fino a quando non partì l'azione, dopo la dichiarazione di Balfour del 1917, volta a restituire agli ebrei la terra palestinese, che diventava Israele...
E insomma: questa è la lettura della storia ad opera di D'Orsi. Israele è "caduta dal cielo", imposta dall'alto, nel Novecento. Anche se Gaza, fino al 7 ottobre 2023, era sotto l'amministrazione dei palestinesi.
Lo spirito indomito dei palestinesi
Sta di fatto che i palestinesi si sono sempre caratterizzati per il loro spirito indomito, ha sottolineato D'Orsi:
Attaccata da persiani, macedoni, romani, britannici, ebrei sionisti, Gaza ha resistito non tanto per la forza delle sue armi, quanto per la sua storia
Prova suprema ne sia che nel 333 a. C. Alessandro il Grande "la sottopose a un assedio durissimo, protrattosi per due mesi, che si concluse con l'inevitabile conquista della città..."
I gazawi, tuttavia, sono ancora là. E se non è riuscito Alessandro Magno a cancellare Gaza, non ci riuscirà Netanyahu