Jason Statham in versione angelo custode, una bambina geniale con una memoria che vale milioni di dollari, mafie internazionali che si pestano i piedi a colpi di mitra e una New York notturna che non perdona.
"Safe" è tutto questo, mixato in un thriller d’azione del 2012 che non perde tempo in chiacchiere e va dritto al bersaglio. Scritto e diretto da Boaz Yakin e prodotto, tra gli altri, da Lawrence Bender, il film mette insieme adrenalina, vendetta e redenzione, con un Statham più cupo del solito ma sempre letale.
Uscito nelle sale il 27 aprile 2012, Safe ha diviso la critica ma ha trovato il suo pubblico, incassando oltre 40 milioni di dollari nel mondo. Qui si entra nei dettagli: dalla trama al finale, fino alle location reali che hanno fatto da sfondo alla fuga più pericolosa di Manhattan.
Luke Wright non è l’eroe classico con il sorriso rassicurante. È un ex poliziotto di New York, ex lottatore di cage fighting, un uomo spezzato che ha già pagato il prezzo più alto possibile.
Dopo aver vinto involontariamente un incontro truccato, Luke diventa il bersaglio della mafia russa guidata da Emile Docheski. La punizione è brutale: sua moglie incinta viene uccisa e a Luke viene promesso lo stesso destino per chiunque osi avvicinarsi a lui.
Da quel momento, sceglie di sparire, vivendo come un senzatetto, isolato dal mondo e dal dolore. Dall’altra parte del pianeta c’è Mei, una bambina cinese prodigio della matematica, rapita dalla triade di Han Jiao. Il suo talento serve a cancellare ogni traccia digitale delle attività criminali.
Mei non annota nulla: memorizza numeri chilometrici come se fossero filastrocche. Portata a New York sotto la sorveglianza del violento Quan Chang, diventa una pedina contesa tra triadi cinesi, mafia russa e poliziotti corrotti.
Quando i russi attaccano il convoglio della triade per mettere le mani su Mei, la situazione esplode. Durante il caos, la bambina riesce a fuggire e finisce nella metropolitana di New York, proprio mentre Luke sta valutando di farla finita.
Il riconoscimento di uno degli assassini di sua moglie e lo sguardo terrorizzato di Mei rimettono in moto qualcosa che sembrava morto. Luke interviene, elimina i russi e salva la bambina. Da lì inizia una corsa senza freni.
Mei rivela a Luke di aver memorizzato un numero misterioso, che lui intuisce essere la combinazione di una cassaforte. Ma le fazioni criminali non mollano la presa. La triade, i russi e persino la polizia corrotta capitanata dal capitano Wolf stringono il cerchio.
Nel frattempo emerge il passato segreto di Luke: non era un semplice poliziotto, ma un killer utilizzato in operazioni clandestine dal governo dopo l’11 settembre. Un passato che ora torna utile, anche se il conto da pagare è altissimo.
Il finale di "Safe" alza ulteriormente la posta. Luke riesce a incastrare Vassily, il figlio di Emile Docheski, e lo usa come leva per ottenere informazioni cruciali. Il numero memorizzato da Mei apre una cassaforte a Chinatown con dentro 30 milioni di dollari, ma c’è una seconda cassaforte ancora più pericolosa.
Per raggiungere l’obiettivo, Luke è costretto a collaborare proprio con Wolf e i suoi detective corrotti, in una tregua armata che profuma di tradimento.
Lo scontro finale tra Luke e Wolf arriva puntuale: quando il capitano tenta di voltargli le spalle, Luke elimina tutti e prende il controllo della situazione.
Il denaro serve a corrompere Alex Rosen, ex partner di Luke e ora uomo di fiducia - e fidanzato - del sindaco Tremello. È qui che viene svelato il vero cuore del marcio: la seconda cassaforte contiene un disco con i dati di tutte le organizzazioni criminali di New York, un’arma di potere assoluto.
Alex, però, gioca la sua partita fino in fondo e uccide Quan davanti a Mei. L’ultimo confronto tra Luke e Alex è secco, brutale, senza spazio per i sentimentalismi. Mei spara ad Alex, ferendolo, e Luke pone fine alla sua vita. Giustizia sommaria? Forse. Coerente con il mondo di "Safe"? Assolutamente sì.
Nel finale, Luke sistema i conti: restituisce Vassily al padre, compra la libertà definitiva di Mei dalla triade e minaccia Han Jiao di distruggere il suo impero se oserà avvicinarsi ancora. Le copie del disco vengono nascoste in cassette di sicurezza sparse per la città.
Poi, finalmente, la fuga verso ovest. Seattle li aspetta, con una scuola per bambini dotati e una promessa fragile ma sincera: vivere un giorno alla volta, davvero al sicuro.
Anche se la storia è profondamente legata a New York, "Safe" ha sfruttato in modo intelligente diverse location tra Pennsylvania e Grande Mela. Gran parte delle riprese si è svolta nell’area metropolitana di Filadelfia tra ottobre e dicembre 2010, una scelta strategica per costi e logistica.
Broad Street, nel cuore di Filadelfia, è stata usata per numerose scene esterne, girate di notte per replicare l’atmosfera newyorkese.
Alcune sequenze sono state realizzate anche tra la 15th Street e Moravian Street. Una scuola cattolica del centro di Filadelfia è stata trasformata in una classe cinese, mentre il Girard College e il Bellevue Hotel hanno fatto da sfondo a diverse scene d’azione.
New York City resta comunque protagonista. Chinatown, con Mott Street, Grand Street e Bowery, è centrale nella narrazione. La metropolitana tra Canal Street ed East Broadway aggiunge tensione e realismo. Times Square compare sullo sfondo, così come Brooklyn, con riprese tra Plymouth Street e Pearl Street.
Boaz Yakin ha raccontato che le riprese nella metropolitana di New York sono state le più complesse della sua carriera: tra sicurezza, tempi ristretti e limiti operativi, portare a casa quelle scene è stata una vera impresa. Ma il risultato si vede tutto sullo schermo.