07 Jan, 2026 - 08:40

Chi è Marin Jelenic, il 36enne fermato per l'omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio a Bologna

Chi è Marin Jelenic, il 36enne fermato per l'omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio a Bologna

È stato fermato intorno alle 21 del 6 gennaio alla stazione di Desenzano del Garda, nel Bresciano, dopo una fuga durata più di 20 ore. Marin Jelenic, 36 anni, cittadino croato senza fissa dimora, è sospettato dell’omicidio del capotreno di Trenitalia Alessandro Ambrosio, avvenuto nel pomeriggio del 5 gennaio nel parcheggio riservato ai dipendenti della stazione di Bologna Centrale. Quando è stato bloccato, era in stato confusionale e senza documenti. «So di essere ricercato, ma non so esattamente per cosa», avrebbe detto ai poliziotti. 

Il profilo di Marin Jelenic e i precedenti nelle stazioni

Marin Jelenic è un volto noto alle forze dell'ordine. Secondo quanto emerso finora, dal 2019 frequenterebbe stabilmente le stazioni ferroviarie del Nord Italia, spostandosi tra atri, sottopassaggi e binari alla ricerca di rifugi in cui dormire. Un'esistenza ai margini, senza una residenza stabile, che gli ha fatto guadagnare - tra gli investigatori - l'appellativo di "uomo delle stazioni".

A suo carico risultano precedenti per resistenza a pubblico ufficiale, ubriachezza molesta e porto di coltelli. In più occasioni sarebbe stato segnalato per comportamenti aggressivi e problemi di ordine pubblico all'interno di scali ferroviari e convogli. Quando è stato fermato, ieri sera, si trovava a Desenzano del Garda e aveva addosso due coltelli. Non avrebbe opposto resistenza.

La dinamica dell'omicidio del capotreno a Bologna

Jelenic è sospettato di aver ucciso il capotreno di Trenitalia Alessandro Ambrosio, 34 anni, nel parcheggio scoperto del piazzale Ovest della stazione di Bologna, un'area non accessibile al pubblico, riservata ai dipendenti. Era il tardo pomeriggio di lunedì 5 gennaio.

Le immagini delle telecamere di sorveglianza mostrano il 36enne croato pedinare la vittima per diversi minuti, dal binario fino a un vialetto tra una rete e una cancellata che conduce al parcheggio, per poi colpirla all'addome con un coltello. 

Nel servizio realizzato da Giuseppe La Venia per il Tg1, la sequenza che precede l'omicidio Ambrosio - 6 gennaio 2025.

A dare l'allarme, intorno alle 18.30, è stato un collega di Ambrosio, dipendente di Italo. All'arrivo dei soccorsi, per lui non c'era però già più nulla da fare. Jelenic, invece, si era dato alla fuga, allontanandosi con un regionale veloce diretto a Milano.

La fuga, i controlli e il fermo nel Bresciano il 6 gennaio

Durante il viaggio, l'uomo avrebbe costretto il personale di bordo a richiedere l'intervento delle forze dell'ordine. A Fiorenzuola d'Arda, nel Piacentino, Jelenic sarebbe stato quindi identificato dai carabinieri che - non sapendo ancora cosa avesse fatto poc'anzi - lo hanno lasciato libero.

Solo successivamente, grazie all'analisi dei sistemi di videosorveglianza, gli investigatori sarebbero risaliti alla sua identità. Le ricerche si sarebbero concentrate a quel punto tra Emilia-Romagna e Lombardia.

Infine, la svolta: grazie alla segnalazione di un passante, Jelenic è stato trovato davanti alla stazione di Desenzano e bloccato. Su di lui pende ora l'accusa di omicidio volontario aggravato. Resta da ricostruire il movente; esclusa, tra le possibili piste, quella di una rapina: Ambrosio aveva con sé cellulare e portafogli. 

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