06 Jan, 2026 - 16:50

Perché la sezione dell'Anpi di Napoli che aveva organizzato il convegno con D'Orsi e Di Battista è stata commissariata

Perché la sezione dell'Anpi di Napoli che aveva organizzato il convegno con D'Orsi e Di Battista è stata commissariata

La sezione Anpi “Napoli zona orientale – Aurelio Ferrara”, che ha organizzato il convegno con Angelo d’Orsi e Alessandro Di Battista del 22 dicembre alla Federico II è stata commissariata dalla direzione nazionale dell’associazione nei primi giorni di gennaio 2026, con effetto immediato.

La decisione, formalmente legata ad alcune prese di posizione pubbliche ritenute incompatibili con la linea dell’Anpi, è stata però interpretata dal gruppo dirigente locale come una vera e propria sanzione politica per l’impostazione del dibattito su Russia e guerra in Ucraina.

Il caso ha alimentato un acceso confronto interno alla galassia partigiana e nella sinistra, riaccendendo le polemiche sulle posizioni considerate “filo‑russe” o “filo‑putiniane” che in questi anni hanno attraversato pezzi del mondo pacifista italiano.

Perché la sezione dell’Anpi che ha ospitato D’Orsi e Di Battista è stata commissariata

Secondo la comunicazione inviata dalla segreteria nazionale, il commissariamento della sezione “Aurelio Ferrara” non viene motivato direttamente dal convegno del 22 dicembre, pur definito non condiviso, ma da una serie di “esternazioni via social” ritenute reiterate e incompatibili con i doveri statutari.

Nel mirino sono finiti post giudicati lesivi del “buon nome” dell’Anpi, fra cui un attacco ritenuto di particolare gravità etica perché coinvolgeva i figli di Carlo Calenda, messaggi ambigui sull’arresto di Mohammed Hannoun e altri attivisti filo‑palestinesi, e contenuti percepiti come irriverenti nei confronti del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ottenuti accostando sue frasi a citazioni di Sandro Pertini.

Per la dirigenza nazionale, questa comunicazione social della sezione napoletana avrebbe contribuito a scatenare campagne diffamatorie contro l’Anpi in un contesto già esasperato dalle polemiche sul convegno, danneggiando l’immagine pubblica dell’associazione e il suo radicamento territoriale.

Di qui la scelta del commissariamento “immediato” e la nomina di un commissario incaricato di traghettare la sezione verso una nuova fase, richiamando formalmente i principi di cautela, correttezza e rispetto delle istituzioni contenuti nello statuto.

L’ex presidente di sezione Franco Specchio e altri militanti, però, respingono la ricostruzione ufficiale, rivendicano la libertà di espressione sul conflitto e parlano di una “decisione grave e inaccettabile”, letta come un atto punitivo verso una realtà considerata “scomoda” e non allineata alla narrazione dominante sulla guerra.

Perché sono scoppiate le polemiche per il convegno dei filo-putiniani

Il convegno del 22 dicembre alla Federico II, dedicato ai temi di “russofobia” e guerra con interventi di Angelo d’Orsi e Alessandro Di Battista, è stato bollato da esponenti dell'area liberal e radicale come Carlo Calenda e Matteo Hallissey, oltre che da ambienti vicini all’Ucraina, come un appuntamento di propaganda filo‑putiniana.

Nel finale dell’incontro, una trentina di attivisti pro‑Kiev ha interrotto il dibattito contestando in modo duro i relatori, strappando il microfono e trasformando la discussione in uno scontro frontale, mentre video e testimonianze hanno iniziato a circolare sui social e nelle trasmissioni televisive.

I promotori dell’evento, invece, hanno rivendicato la legittimità di una lettura critica della Nato e dell’invio di armi a Kiev, denunciando un clima di intolleranza verso ogni posizione non pienamente schierata con la linea occidentale.

​Fatto sta che la polemica si è rapidamente allargata all’Anpi nel suo complesso: da un lato, chi accusava l’associazione di essersi trasformata in spazio di legittimazione di tesi filorusse in contraddizione con l’eredità antifascista; dall’altro, chi vedeva nell’attacco alla sezione napoletana un tentativo di normalizzazione politica e di epurazione delle voci più radicalmente pacifiste.

Alcune realtà della sinistra e della società civile hanno salutato il commissariamento come un segnale di discontinuità necessario per difendere la credibilità dell’Anpi, mentre gruppi come ORA! Campania hanno parlato di un passaggio che conferma la centralità del sostegno alla resistenza ucraina come nuova frontiera dei valori della Resistenza, in aperta contrapposizione a quelli che definiscono “putiniani di casa nostra”.

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