La rivoluzione scoppia in quel sorriso e in un volto pieno di rughe. Nel film “Barbie” di Greta Gerwig c’è una breve scena, quasi sospesa, che continua a colpire molti spettatori: Barbie si siede su una panchina a Venice Beach accanto a una donna anziana e la guarda come se vedesse per la prima volta qualcosa di completamente nuovo.
Questa parentesi, apparentemente scollegata dalla trama, è stata definita dalla stessa regista “il cuore del film”.
Dopo l’arrivo nel mondo reale e lo scontro con il giudizio delle adolescenti, Barbie è scossa e vulnerabile, travolta dalle emozioni umane che non riesce ancora a decifrare. Si ferma quindi su una panchina a Venice Beach, osserva le persone che ridono, litigano, piangono e, per la prima volta, coglie la complessità della vita al di fuori di Barbieland.
È in quel momento che nota anche la donna anziana seduta accanto a lei, la guarda con attenzione e le dice semplicemente: “Sei così bella”, ricevendo come risposta un disarmante e sicuro “Lo so”.
Possiamo rivedere la clip qui di seguito:
Questa scena sembra non c’entrare niente con la trama, tanto che in montaggio era stato suggerito a Gerwig di tagliarla, ma la regista si è opposta e ha spiegato che senza quel dettaglio non saprebbe più “di cosa parla il film”.
È infatti il primo contatto autentico di Barbie con la bellezza dell’imperfezione e dell’invecchiamento, un’intuizione che prepara il terreno per la sua scelta finale, quella di diventare umana.
La donna anziana sulla panchina non è un personaggio “nascosto” della lore Mattel né Barbara Handler, come molti fan hanno ipotizzato. È una sconosciuta per Barbie e per lo spettatore, ma non per Greta Gerwig: infatti è la leggendaria costumista premio Oscar Ann Roth.
Roth, che aveva 91 anni al momento delle riprese, è vincitrice dell’Oscar per “Il paziente inglese” e “Ma Rainey’s Black Bottom” ed è autrice dei costumi di film come “Un uomo da marciapiede” e “Klute”.
Gerwig ha raccontato di aver voluto proprio lei perché cercava una donna molto anziana, carismatica e a suo agio con il proprio corpo e la propria età, qualcuno che potesse incarnare al meglio l’idea che la vecchiaia possa essere splendida.
Il personaggio non ha nome e non torna più nel film: è un cameo vero e proprio, costruito come puro simbolo e come dialogo tra generazioni, quasi un passaggio di testimone tra la Barbie “perfetta”, che però non sa niente del mondo, e una donna che ha già attraversato tutta la vita.
Per Gerwig la scena della panchina è “il cuore del film”: qui si accetta e si vede l’invecchiamento non come una minaccia, ma come qualcosa di bello. A Barbieland, infatti, non esistono rughe né cellulite, e la protagonista inizialmente vive ogni segno del tempo come un problema da correggere; davanti ad Ann Roth, invece, riconosce la serenità di chi sa di essere bella anche al di fuori degli standard plastificati che ha sempre conosciuto.
Il dialogo “Sei così bella” / “Lo so” rovescia l’idea che una donna anziana debba giustificare la propria esistenza o chiedere permesso per sentirsi bella. È un primo lampo di accettazione della propria figura e della propria autenticità, che per molte persone può essere colto come un vero insegnamento.
Il film andrà in onda il 6 gennaio 2026 in prima serata su Canale 5.