In una conferenza stampa tenutasi il 5 gennaio 2025, il primo ministro ungherese, Viktor Orban, ha affrontato diversi temi di politica internazionale, spaziando dall’operazione degli Stati Uniti in Venezuela al futuro dell’Unione Europea.
Secondo il leader ungherese, il blocco europeo "crollerà da solo" a causa del "caos della leadership", una situazione che, a suo avviso, indebolisce la capacità decisionale dell’Unione nel contesto globale.
Orban ha escluso l’idea che l’Ungheria possa uscire dall’Unione Europea, spiegando che il paese non ha le dimensioni necessarie perché una scelta del genere possa avere senso o risultare vantaggiosa. Ha quindi sottolineato che Budapest intende continuare a far parte delle alleanze occidentali e che deve restare sia nell’Unione Europea sia nella NATO, ma senza rinunciare alla propria autonomia decisionale, ovvero con "una politica estera e una politica economica sovrane".
Budapest si è scontrata più volte con Bruxelles su diversi temi, tra cui gli aiuti finanziari all’Ucraina e la questione delle forniture energetiche dalla Russia. L’Ungheria non farà infatti parte del prestito da 90 miliardi di euro destinato a Kiev per sostenere il paese nel biennio 2026-2027.
Il governo ungherese non intende fornire sostegno finanziario all’Ucraina:
Durante la conferenza stampa, Orban ha parlato anche della politica energetica dell’Unione Europea, accusando Bruxelles di voler escludere l’Ungheria dalle forniture energetiche russe, in particolare petrolio e gas. Il 17 dicembre 2025, il Parlamento europeo ha approvato il piano di Bruxelles volto a eliminare gradualmente le importazioni di gas russo entro il 2027. Tuttavia, le forniture energetiche dalla Russia restano risorse cruciali per l’Ungheria.
Il primo ministro ungherese ha affrontato anche il tema dell’operazione degli Stati Uniti in Venezuela che ha portato all’arresto di Nicolas Maduro e di sua moglie Cilia Flores. Secondo Orban, l’azione americana rappresenterebbe "una potente manifestazione del nuovo mondo".
Ha inoltre sostenuto che questa operazione potrebbe consentire agli Stati Uniti di arrivare a controllare fino alla metà delle riserve mondiali di petrolio, un fattore che potrebbe avvantaggiare anche l’Ungheria attraverso un abbassamento dei prezzi globali dell’energia.
Viktor Orban ha recentemente espresso il proprio parere anche sull’ipotesi avanzata da Donald Trump di un maggiore controllo sulla Groenlandia. Il premier ungherese ha definito l’isola artica "una questione NATO", sottolineando che dovrebbe essere gestita all’interno dell’Alleanza atlantica.