C’è un film italiano che ha deciso di fare una cosa rischiosa, quasi rivoluzionaria: essere un musical fantasy in inglese, ambientato nella New York degli anni '20, ma con un cuore profondamente europeo.
"The Land of Dreams" (2022), opera prima di Nicola Abbatangelo, ha mescolato sogni, guerra, immigrazione, musica e illusioni con un’estetica dichiaratamente pop e una malinconia che resta addosso.
Non è il classico musical zuccheroso né un film storico tradizionale. È una storia che parla di desideri, traumi e identità, e lo fa cantando. Ed è proprio per questo che molti spettatori, dopo la visione, cercano online la trama spiegata, il senso del finale e dove sia stato girato.
La storia si apre nel 1918, in piena Prima guerra mondiale. Due fratelli sono in trincea. Armie vede una donna suonare il pianoforte nel mezzo del fango e delle bombe: non è reale, è un’illusione. Poco dopo, un’esplosione uccide il fratello. Questo trauma diventa la ferita originaria del film.
Si passa al 1925, a Manhattan. New York è rumorosa, scintillante, piena di promesse… ma solo per chi può permettersele. Eva, giovane immigrata italiana, lava piatti in un locale mondano mentre sul palco si canta la bellezza della Grande Mela. Lei osserva, sogna, ma resta invisibile.
Quando chiede un anticipo sulla paga per aiutare il padre disoccupato, le viene negato. Così ruba un portafoglio. Viene scoperta, fugge e si rifugia in una dimora abbandonata.
Qui accade qualcosa di strano: seduta a un pianoforte, Eva vive una sorta di sogno a occhi aperti. Abiti eleganti, una nave, una vita diversa. Al risveglio incontra Armie, che rivela di avere un dono: può materializzare i sogni delle persone. Non gratis, non senza conseguenze.
Eva promette al padre una bistecca, ma il macellaio è proprio l’uomo derubato: Clemente Proietti, politico viscido e candidato sindaco. Lui la perdona, ma in cambio le propone una cena. Capisce subito che Eva, con la sua ingenuità e purezza, è perfetta per costruirsi un’immagine pubblica.
Nel frattempo Armie convince Eva a tentare davvero: cantare. Lei accetta, a patto che lui la accompagni al pianoforte. Il giorno dell’esibizione, però, Armie non si presenta. Eva fallisce, scappa, lo affronta. Lui le dice che non possono più vedersi: deve "badare" al fratello, che scopriamo essere presente solo nella sua mente.
Il finale è il cuore simbolico del film, e qui gli spoiler entrano senza bussare.
Ferita e furiosa, Eva torna sul palco da sola. Stavolta canta e suona con rabbia e verità. È un successo. Proietti la nota e le promette fama e ricchezza, a patto che lei diventi sua moglie, la sua vetrina elettorale.
Eva accetta. Diventa una star, ma perde il padre, che non le parla più. Il sogno si è avverato, ma è una gabbia dorata.
Durante una serata di gala, i vecchi amici organizzano un incontro segreto tra Eva e Armie. Lui finalmente confessa: il fratello è morto in guerra. Tenerlo "in vita" era un’illusione, un modo per non affrontare il dolore. Ora lo ha lasciato andare ed è pronto ad amare davvero.
Proietti li sorprende, trascina Eva via. Armie usa il suo potere e lo intrappola nei suoi stessi sogni. Clemente tira fuori una pistola… e improvvisamente si scopre che sono su un palco, davanti a un pubblico. La maschera cade. L’uomo viene arrestato: l’autista era un poliziotto sotto copertura.
Armie ed Eva restano liberi. Possono cantare insieme, senza illusioni, senza padroni. Il sogno diventa scelta consapevole, non fuga.
Una delle domande più frequenti riguarda le ambientazioni. Anche se il film è ambientato nella New York dei primi anni '20, non è stato girato negli Stati Uniti. Il set principale è stato ricostruito in Bulgaria, scelta che ha permesso di controllare l’estetica e creare una città volutamente stilizzata, quasi teatrale.
Le strade, i locali, le dimore e i palchi sembrano reali ma leggermente "fuori fase", proprio come i sogni di Eva. Una New York mentale più che geografica, che dialoga perfettamente con la componente fantasy del film.
Nicola Abbatangelo ha spiegato che "The Land of Dreams" vuole mostrare come sognare sia una cosa seria. Il film non dice "segui i tuoi sogni e basta", ma qualcosa di più scomodo: i sogni possono salvarti, ma anche intrappolarti.
Armie vive bloccato nel passato, Eva rischia di perdersi in un futuro costruito da altri. Entrambi capiscono che il sogno giusto non è l’illusione perfetta, ma la realtà scelta consapevolmente, anche se imperfetta.
Il musical diventa così uno strumento narrativo e non decorativo: la musica esplode quando le emozioni non possono più restare contenute. Come in "Moulin Rouge!" o "Les Misérables", citati dallo stesso regista come riferimenti, lo spettacolo non nasconde il dolore, lo amplifica.