Si chiude il giubileo dei due Papi. Questa mattina, poco dopo le 9,30 Papa Leone XIV ha chiuso ufficialmente il Giubileo della speranza aperto dal suo predecessore, Papa Francesco.
Il Pontefice ha chiuso – alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella - la Porta Santa di San Pietro aperta da Francesco il 24 dicembre 2024 in una cerimonia suggestiva e carica di significati simbolici.
La chiusura dell'Anno Santo, infatti, arriva in un momento di grave pericolo per la sicurezza e la stabilità mondiale.
Negli ultimi dodici mesi la Porta Santa è stata attraversata da migliaia di fedeli provenienti da ogni angolo del mondo. Ingente la macchina organizzativa e il dispiegamento delle forze dell'ordine che hanno consentito lo svolgimento della manifestazione senza incidenti.
Il questore di Roma Roberto Massucci, dopo la chiusura della Porta Santa di San Pietro, si è rivolto dalla Sala operativa per la gestione della sicurezza dei grandi eventi in un collegamento radio a tutti gli operatori sul campo:
"Non voglio dire solo grazie ma condividere l'orgoglio di aver fatto parte di questa gestione con la consapevolezza di essere parte di un grande disegno che è il sistema della sicurezza italiana."
ha detto il Pontefice poco prima di recarsi davanti alla Porta Santa.
Alle ore 9,41 di martedì 6 gennaio 2026, esattamente dopo 379 giorni, Papa Leone ha chiuso la Porta Santa di San Pietro chiudendo il Giubileo della Speranza. Tra una decina di giorni poi la porta verrà nuovamente murata.
In piazza per assistere alla cerimonia di chiusura dell'Anno Santo c'erano circa 3000 persone – secondo le stime della sala operativa per la gestione della sicurezza dei grandi eventi della questura di Roma – ma le persone sono continuate ad arrivare per tutta la mattinata.
Alla cerimonia hanno presenziato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella a capo della delegazione italiana composta dal presidente della Camera Lorenzo Fontana, dal presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso, e dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano; presenti in Basilica anche diversi ministri.

Il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin ha salutato il Capo dello Stato Mattarella prima dell'inizio della cerimonia.
Le parole di Prevost durante la Messa per l'Epifania non potevano che essere un riferimento alla difficile situazione geopolitica, ulteriormente complicata dall'attacco degli Usa al Venezuela lo scorso 3 gennaio.
Papa Leone richiama l’attenzione sulle minacce alla pace che nascono dalla paura e dal dominio.
Questo orizzonte nuovo si scontra però con un mondo segnato da conflitti e chiusure.
Di fronte a queste derive, il Papa invita a custodire ciò che genera pace.
Le minacce arrivano anche dalle lusinghe del potere e dalla tentazione dell’onnipotenza.
In questo cammino, la fede diventa argine contro la violenza e l’arroganza.
Il Giubileo 2025 si chiude con numeri da record e un bilancio che supera le previsioni iniziali:oltre 33,4 milioni di pellegrini provenienti da 185 Paesi, con una media di circa 90 mila presenze al giorno, mentre il turismo complessivo ha superato i 55 milioni di visitatori nel corso del 2025, oltre il primato dell’anno precedente.
Sono stati circa 40 i grandi eventi ufficiali organizzati, ai quali si sono aggiunte oltre 70 iniziative dedicate al Giubileo dei Giovani, trasformando la Capitale in un palcoscenico globale di fede, cultura e partecipazione.
L’impatto economico e infrastrutturale è stato significativo senza penalizzare il turismo ordinario, con l’Europa che ha rappresentato il 62% dei pellegrini. Imponente anche il dispositivo di sicurezza, con un massiccio impiego delle forze dell’ordine e oltre 70 mila operatori delle forze dell'ordine mobilitati per i principali appuntamenti.
La chiusura delle Porte Sante il 6 gennaio ha così suggellato un Anno Santo considerato dagli osservatori un successo oltre le attese, destinato a fare scuola per i grandi eventi futuri.