05 Jan, 2026 - 18:32

Come finisce “Il ragazzo e l’airone”? Il significato del finale del film di Miyazaki

Come finisce “Il ragazzo e l’airone”? Il significato del finale del film di Miyazaki

Nell'ultima scena di “Il ragazzo e l’airone” (2024), l’ultimo capolavoro del maestro Hayao Miyazaki, Mahito risale dalla torre distrutta, insieme a Natsuko, la madre Himi e Kiriko, nel mondo reale. Nel frattempo l’universo fantastico esplode definitivamente. 

Himi saluta Mahito con un sorriso sereno, svanendo nel nulla perché deve tornare nel suo tempo storico, durante la guerra, accettando il destino della propria morte nell’incendio. 

Mahito osserva il risveglio del padre e il ventre di Natsuko che si muove, simboleggiando nuova vita; tutti dimenticano l’avventura tranne lui, che cammina verso la scuola con una nuova maturità, scegliendo la sua realtà imperfetta.

 

“Il ragazzo e l’airone”: come finisce? La spiegazione del finale

Il capolavoro di Hayao Miyazaki, “Il ragazzo e l’airone” finisce con un’esplosione di emozioni, tra fantasia e realtà. Mahito, il giovane protagonista, rifiuta l’offerta del prozio di ereditare il mondo incantato dentro la torre, consapevole dei propri limiti e della malvagità. 

Così l’universo parallelo collassa: il Re Parrocchetto tenta di prenderne il controllo ma fallisce per impazienza e malizia, scatenando il crollo della torre.

Mahito, Natsuko, Kiriko e l’airone si rifugiano nel mondo reale, mentre Himi (la madre) torna nel suo tempo, accettando il proprio destino. Infine, tutti dimenticano l’avventura, tranne Mahito che porta con sé una lezione profonda.

Il significato del film

Ma qual è il vero significato de “Il ragazzo e l’airone”? Il maestro Miyazaki ha firmato un’opera magica, in parte autobiografica, una sorta di testamento artistico che intreccia crescita personale, perdita e rifiuto di un’eredità apparentemente perfetta. 

L’airone simboleggia il dolore che assume il ruolo di guida: perseguita Mahito, lo sfida, ma poi lo accompagna, rappresentando il lutto per la madre e i cambiamenti nella sua famiglia. 

Il prozio, creatore di un mondo utopico con una pietra magica, evoca Isao Takahata e lo Studio Ghibli, chiedendo a Mahito di mantenere l’equilibrio - un’allegoria sul passaggio di testimone creativo che il ragazzo declina, scegliendo la realtà “squilibrata” ma sincera. 

Ispirato al romanzo “E voi come vivrete?” di Genzaburo Yoshino, il film esplora il delicato tema dell’accettazione della morte, l’esplorazione del subconscio e la raggiunta maturità. Ricco di riferimenti e citazioni (tra Dante, Magritte, Fellini), il film è un’ode alla vita reale, autentica e vera, seppur imperfetta.

Di cosa parla “Il ragazzo e l’airone”? La trama

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Mahito perde la madre in un incendio e si trasferisce con il padre in campagna, nella casa della zia Natsuko, la sua futura matrigna. Isolato, bullizzato a scuola, si ferisce per evitare il mondo, ma un airone parlante lo attira in una torre misteriosa di proprietà del suo prozio. 

Natsuko scompare: Mahito entra nel portale, scoprendo un regno fantastico con pellicani cannibali, wara wara (anime embrionali), Kiriko giovane e Himi (la madre adolescente). 

Guidato dall’airone, il protagonista affronta il prozio che ha costruito questo universo con una pietra cosmica.

La ricerca di Natsuko rivela legami familiari trasversali, culminando nel rifiuto dell’eredità e nel ritorno alla realtà. Un viaggio onirico che mescola folklore giapponese e l’autobiografia dello stesso Miyazaki.

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