04 Jan, 2026 - 11:58

"Prima di Noi": qual è la trama, location e come finisce la serie tv?

"Prima di Noi": qual è la trama, location e come finisce la serie tv?

Stasera su Rai 1, a partire dalle 21:30, debutta "Prima di Noi", la serie evento che sta già facendo parlare tutto il web.

Non è solo un titolo, è una promessa di emozioni forti, memoria e confronti. Una saga familiare che non si limita a raccontare ciò che accade dentro una famiglia, ma usa quella famiglia come specchio dell’Italia: dal fango delle trincee della Prima guerra mondiale ai fermenti sociali degli anni '70.

Qui non ci sono effetti speciali, non ci sono supereroi, ma ci sono persone normali che cercano di capire dove finisce il passato e dove comincia il presente. 

Ecco di cosa parla davvero, dove è stata girata la fiction e soprattutto come potrebbe finire.

La trama di "Prima di Noi": amore, guerre e scelte

Immagina il Friuli nel 1917: campi immensi, la guerra che rimbomba appena dietro l’angolo, e un giovane soldato che decide di fare qualcosa di impensabile. Si chiama Maurizio Sartori, e quando la ritirata di Caporetto diventa caos, lui sceglie di fuggire dal fronte per tornare a casa.

È un gesto che in molti giudicherebbero codardo, ma qui stiamo parlando di un uomo che ha visto troppo, e che porta con sé un peso enorme. La vita di Maurizio incrocia quella di Nadia, interpretata dalla potente Linda Caridi, che vive con sua madre e sua sorella tra campi e silenzi.

Lei è terra, radici, capacità di reggere il peso del mondo senza lamentarsi. Quando Nadia scopre il segreto di Maurizio non scappa: si innamora. E quella relazione diventerà il nucleo pulsante di una famiglia che, episodio dopo episodio, si trasforma insieme all’Italia. 

Da qui comincia una narrazione che non è lineare come un diario, ma ruota come una giostra: ci sono matrimoni e funerali, fabbriche che sputano fumo e bambini che piangono, ideali rivoluzionari che si scontrano con la dura realtà.

Si passa dal Friuli rurale a paesaggi urbani, fino alla Torino operaia, dove i figli e i nipoti dei Sartori affrontano un mondo che ha smesso di essere contadino e sta diventando industriale e incerto. 

E al centro di tutto c’è sempre un interrogativo enorme: quanto pesa un segreto di famiglia? E quanto quel "prima di noi" continua a dettare le regole non dette di ogni scelta successiva? Il titolo della serie non è una domanda casuale: è un avviso. Un bravo narratore ti sussurra all’orecchio questo riguarda anche te. 

Le location: l’Italia in scena, da borgo a metropoli

Guardando "Prima di Noi", non sembrerà mai di vedere uno scenario artificiale o costruito in studio. No: si percepisce il profumo della terra bagnata, la polvere delle strade di montagna e la fretta degli anni della fabbrica. La produzione ha girato in luoghi reali, scelti non a caso ma per il loro valore narrativo.

All’inizio del viaggio, la piattaforma visiva è il Friuli-Venezia Giulia, tra borghi e vallate che ti fanno sentire il vento gelido della guerra e il caldo della terra da coltivare. Questi scorci non sono sfondo: sono personaggi silenziosi, che parlano più degli attori. 

Poi la storia si sposta, un po' come accade nella vita delle persone, verso città più grandi e strade più affollate. Una parte significativa della serie è girata tra le strade, le piazze e i quartieri di Torino, dove si respira aria di fabbrica, di fatiche e di lotte sociali.

Qui, tra la Galleria Subalpina e Porta Palazzo, la vita dei Sartori diventa la vita di un’intera generazione che ha cercato di dare un senso al proprio futuro. 

E poi ci sono le scene che catturano l’intimità, i cortili dove i nonni raccontano storie, gli spazi domestici che si trasformano in teatro di speranze, delusioni e promesse. Zero poesia forzata, solo quella pura e tagliente della vita vissuta.

Come finisce "Prima di Noi"

Spoiler alert: qui parliamo di come è strutturato e quale è il senso del finale, basato su ciò che il romanzo di Giorgio Fontana suggerisce come destino della saga familiare.

Non aspettarti un finale da cliffhanger hollywoodiano. Questo è un racconto corale: è un mosaico, non un colpo di scena esplosivo. La potenza di "Prima di Noi" sta nel ritornare al punto di partenza senza percorrere la stessa strada.

Dopo decenni in cui le scelte di una generazione sembrano essere il destino di quella successiva, il finale propone una sorta di resa dei conti emotiva.

Nel corso degli ultimi episodi - anche se questi dettagli saranno finalmente rivelati man mano che la stagione procede - l’eredità dei Sartori, quella che grava come un’ombra sui loro figli e nipoti, viene affrontata senza fronzoli.

È qui che si capisce che non si parla più solo di Maurizio, il disertore, o di Nadia, la donna che ha tenuto insieme tutto: si parla di tutti noi, delle paure che portiamo dentro e delle storie che pensavamo di avere dimenticato ma che invece ci guidano ancora.

C’è un momento, forte e struggente, in cui i personaggi più giovani - quelli che hanno sempre lottato con la colpa tramandata come un’eredità invisibile - iniziano a guardare allo specchio del passato senza più paura.

Non è un lieto fine da film: è un atto di riconoscimento e accettazione, un modo per dire che il passato non cancella il futuro, ma può essere imparato, raccontato e infine lasciato andare.

In altre parole, il finale di "Prima di Noi" non chiude solo una storia: apre una domanda enorme su chi siamo e da dove veniamo, trasformando una saga familiare in un’esperienza collettiva di memoria viva.

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