03 Jan, 2026 - 16:25

Ucraina in bilico: Meloni vola a Parigi per il vertice “Coalizione dei volenterosi” 

Ucraina in bilico: Meloni vola a Parigi per il vertice “Coalizione dei volenterosi” 

Ci sarà anche la presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, alla riunione della “Coalizione dei volenterosi” in programma martedì 6 gennaio a Parigi.

Lo ha confermato Palazzo Chigi che ha chiarito che la premier – a differenza degli appuntamenti precedenti – parteciperà al vertice in presenza e non tramite video collegamento.

La guerra in Ucraina è entrata in una delle sue fasi più delicate e incerte dal suo inizio nel febbraio del 2022.

A oggi, le prospettive di negoziato rimangono incerte, con la Russia che insiste per il controllo di ampie aree del Donbass e della Crimea, mentre Kiev e i suoi alleati chiedono garanzie sulla sovranità territoriale e sul futuro dell'Ucraina. 

L’obiettivo dei leader europei alleati di Kiev è discutere degli impegni per il supporto e la sicurezza dell’Ucraina in caso di un eventuale accordo di pace con la Russia. 

Ucraina, Meloni a Parigi per il vertice “Coalizione dei volenterosi” 

La partecipazione di Giorgia Meloni alla riunione di Parigi in presenza segna un importante passo rispetto alle precedenti edizioni del vertice, nelle quali la premier italiana aveva preso parte solo tramite video collegamento.

Questa scelta, infatti, non è solo simbolica, ma arriva in un momento particolare della crisi ucraina, in cui occorre discutere dell'impegno di ciascuno stato in caso di cessate il fuoco.

Il governo italiano ha sempre ribadito il suo sostegno a Kiev, ma allo stesso tempo si è sempre detto contrari all'invio di militari su suolo ucraino anche in caso di pace.

Martedì prossimo a Parigi si parlerà anche di questo, ovvero, della creazione di una forza multinazionale europea da inviare in Ucraina per vigilare sul mantenimento da parte della Russia degli eventuali accordi di cessate il fuoco.  

In tal senso, il governo italiano ha già escluso l'invio di soldati italiani sul campo di battaglia, preferendo concentrarsi sul supporto diplomatico e sugli aiuti militari indiretti.

Un tema che continua a creare tensioni all'interno della maggioranza di governo, come dimostra il dibattito che ha accompagnato la recente approvazione del Decreto Ucraina, con cui il governo ha confermato gli aiuti a Kiev per tutto il 2026.

Dietro pressione della Lega, ha posto particolare enfasi sull'aspetto umanitario di questi ultimi, relegando in secondo piano quelli militari. 

Ecco di cosa discuteranno i leader europei sul cessate il fuoco 

Il vertice di Parigi, che si terrà martedì 6 gennaio, sarà un'occasione fondamentale per ribadire il sostegno alla causa ucraina, in particolare in vista di un possibile accordo di pace con la Russia.

Al centro delle discussioni ci sarà il rafforzamento delle garanzie di sicurezza per Kiev, nonché la definizione di un pacchetto di aiuti militari e politici che possano sostenere l'Ucraina nei negoziati con Mosca.

L’obiettivo del vertice non è solo quello di fornire assistenza a breve termine, ma anche di costruire un sistema multilaterale che possa garantire la sicurezza dell’Ucraina nel lungo periodo, in caso di un eventuale cessate il fuoco e di un accordo di pace. 

Il nodo territoriale rimane uno dei punti più delicati del conflitto. La Russia rivendica il controllo su alcune regioni dell'Ucraina, come Donetsk e Luhansk, mentre l’Ucraina rifiuta qualsiasi tipo di compromesso su questi territori, sottolineando la necessità di preservare la propria sovranità. 

La posizione dell'Italia, come ribadito dalla stessa Giorgia Meloni, è chiara: ogni decisione su questi territori dovrà essere presa dalle due parti coinvolte, senza imposizioni esterne. 

Al vertice di Parigi, dunque, non si tratterà solo di discutere di aiuti concreti per l’Ucraina, ma anche di definire un quadro internazionale di cooperazione che preveda il coinvolgimento di alleati come gli Stati Uniti e l'Unione Europea, per sostenere Kiev nella protezione del suo territorio e nella ricostruzione post-bellica.

La questione territoriale, infatti, rimarrà al centro dei negoziati, con diverse proposte in campo, tra cui quella di creare zone economiche speciali sotto supervisione internazionale, in modo da ridurre le tensioni sul campo.

La posizione dell’Italia: sostegno a Kiev senza invio di truppe sul campo 

L'Italia, attraverso il governo Meloni, ha sempre ribadito il suo sostegno a Kiev, ma ha anche posto limiti chiari riguardo l'invio di truppe italiane in Ucraina.

Il supporto italiano, ha sottolineato Meloni, si concentrerà principalmente su aiuti umanitari, sostegno alla difesa e contribuzione alle missioni internazionali di monitoraggio e di peacekeeping, senza compromettere la sicurezza e la sovranità dell'Italia stessa.

L'appuntamento di Parigi, dunque, segna una tappa importante in un lungo percorso diplomatico che l'Italia sta intraprendendo al fianco dell'Ucraina.

Nonostante le difficoltà e le divergenze sui temi più delicati, come il destino dei territori contesi, la posizione dell'Italia rimane quella di un alleato forte e coerente, pronto a fare la propria parte per una pace giusta e duratura.

LEGGI ANCHE