Non sono storie minori ma un doveroso omaggio a chi è stato protagonista della vita della comunità. Le storie sono quelle di Bombolino e di Giorgio Giorgi.
Quella di Sandro Castellani è vissuta a Città di Castello dove Bombolino è più conosciuto della sua concittadina Monica Bellucci mentre Giorgio Giorgi è di Pieve Santo Stefano, il paese natale di Amintore Fanfani. “Il 2025 si è portato via con sé un pezzo di storia della città: mercoledì 31 dicembre si è abbassata per sempre la serranda del forno di via del Popolo. Finisce un’era durata cinquant’anni guidata da Sandro Castellani, il fornaio di Città di Castello” racconta La Nazione.
“Questa bottega non è stata solo un lavoro, ma una seconda casa, fatta di volti, storie e sorrisi che non potrò mai dimenticare” dice Giorgio Giorgi, lo storico barbiere di Pieve Santo Stefano che dopo 72 anni di lavoro senza mai saltare un giorno, l’ultimo dell’anno ha chiuso i battenti del suo salone, “bottega” come la chiama lui. A 84 anni ha appeso al chiodo forbici e rasoi della sua barberia in piazza della Collegiata.
E nel loro primo giorno da pensionati raccontano la loro vita: “Lancio da qui un appello ai giovani: intraprendete questo mestiere duro, ma ricco di soddisfazioni e valori che non hanno prezzo - dice il fornaio -. Sono nato nel 1958 e a dieci anni dopo la scuola frequentavo già questo forno. Così ho imparato a fare il pane e i dolci lavorando sodo, fra sacrifici, rinunce e tanta fatica fino ad oggi, ricevendo affetto e vicinanza di tanti tifernati e turisti che negli anni ci hanno confermato la loro fiducia”. Il giorno della chiusura è andato a salutarlo anche il sindaco.
Lo storico barbiere di Pieve Santo Stefano dopo 72 anni di lavoro senza mai saltare un giorno, racconta al Corriere dei Arezzo, l’ultimo dell’anno ha chiuso i battenti della bottega. A 84 anni ha appeso al chiodo forbici e rasoi della sua barberia. Da lui sono passate intere generazioni di pievani, anche famosi, come lo statista Amintore Fanfani. Andava a tagliarsi i capelli da Giorgi anche per conoscere gli umori dei concittadini. Non c’erano i social e le discussioni avvenivano al bar, al forno e dal barbiere.