L’incendio a Crans-Montana ha causato almeno 40 morti e oltre 100 feriti, alcuni dei quali trasferiti in ospedali specializzati in Europa. Le autorità svizzere hanno avviato indagini approfondite sulle cause dell’incendio e sulle misure di sicurezza del locale.
Durante la conferenza stampa delle autorità svizzere del 2 gennaio sono emerse ulteriori informazioni sull’incendio avvenuto a Crans-Montana nelle prime ore dell’1 gennaio 2026
Il capo della polizia del Vallese, Frédéric Gisler, ha affermato che delle 119 persone ferite, 113 sono state identificate, mentre l’identità di altre 6 resta ancora sconosciuta.
Le nazionalità dei feriti includono 71 cittadini svizzeri, 14 francesi, 11 italiani, 4 serbi e una persona ciascuno proveniente da Belgio, Bosnia, Lussemburgo, Polonia e Portogallo. La nazionalità di altri 14 feriti non è ancora stata confermata.
Alcuni pazienti verranno trasferiti in reparti ospedalieri specializzati situati in altre parti d’Europa.
Almeno 40 persone hanno perso la vita.
Il presidente del Consiglio di Stato del Vallese, Mathias Reynard, ha dichiarato che sono in corso le operazioni per identificare le vittime il più rapidamente possibile.
Reynard ha aggiunto che l’ospedale vallesano ha preso in carico almeno la metà dei pazienti ricoverati, ricevendo un “enorme sostegno” dagli altri cantoni svizzeri e ha ringraziato anche i paesi vicini che si sono offerti di prestare aiuto dopo la tragedia.
Il capo della polizia criminale del Vallese, Pierre Antoine Lengen, ha spiegato che le autorità stanno raccogliendo dati per identificare le vittime, utilizzando impronte dentali, DNA e persino ciò che indossavano al momento dell’incendio.
Il procuratore generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud, ha parlato delle possibili cause dell'incendio.
Secondo Pilloud, l’incendio si è sviluppato molto rapidamente.
L’attenzione dell’indagine si concentrerà ora sui materiali utilizzati nel locale, sui permessi di esercizio e sulle misure di sicurezza disponibili, come estintori e uscite di emergenza.
Secondo quanto riferito, potrebbero essere avviati procedimenti penali in relazione all’incendio causato per negligenza, all’omicidio colposo e ai danni aziendali derivanti dalla negligenza.
“Ci sarà un’opzione da considerare se… se sono ancora vivi, ci sono i presupposti perché qualcuno possa affrontare accuse penali”, ha aggiunto Pilloud.
L’indagine sta inoltre analizzando la schiuma acustica presente sul soffitto del locale nel seminterrato, per accertare se fosse conforme alle normative o se possa essere stata la causa dell’incendio. Pilloud ha ribadito l’importanza di evitare supposizioni premature.
Il procuratore generale ha precisato che il bilancio delle vittime potrebbe non corrispondere esattamente alle cifre diffuse in precedenza.
Il responsabile regionale della salute e della sicurezza, Stéphane Ganzer, ha chiarito che l’ispezione degli edifici rientra nelle competenze dei Cantoni e dovrebbe essere effettuata annualmente.
Per quanto riguarda il bar, ha spiegato che durante l’ultima ispezione non erano stati riscontrati difetti. Ha aggiunto che l’edificio disponeva di un’uscita di emergenza oltre alla scala principale ma il fumo potrebbe aver ostacolato la visibilità, complicando l’evacuazione.