Lo scontro tra Carlo Calenda, senatore e leader di Azione, e Corrado Formigli, giornalista e conduttore di Piazza Pulita su La7, finirà in tribunale. Il primo, infatti, ha fatto sapere di voler rinunciare all’immunità parlamentare per rispondere, davanti alla legge, della querela del giornalista.
Il motivo della controversia riguarda proprio la trasmissione: ospite del podcast di Ivan Grieco, Calenda ha raccontato un retroscena relativo a una delle sue ultime apparizioni nel talk show di La7.
Secondo il senatore, gli autori di Formigli avrebbero verificato la sua disponibilità ad attaccare il governo Meloni sulla legge di bilancio; trovata l’ostilità di Calenda, avrebbero poi deciso di proporgli la partecipazione in un altro segmento per un confronto con l’economista Jeffrey Sachs. Una versione smentita da Formigli, che in un post su Instagram ha chiesto che la disputa venga risolta in tribunale.
Ma ripercorriamo nel dettaglio cosa è accaduto tra Calenda e Formigli. Ospite del podcast di Ivan Grieco il 30 dicembre, Calenda ha raccontato della richiesta che gli autori di Piazza Pulita avrebbero fatto al suo staff: “Ci garantite che Calenda attaccherà Giorgia Meloni sulla legge di bilancio?”, riferisce Calenda, citando la replica dei suoi: “Dirà ciò che pensa”.
Secondo il racconto del senatore, gli autori di Formigli avrebbero allora deciso di spostare la sua partecipazione nel blocco successivo, dove era previsto l’intervento dell’economista Jeffrey Sachs, noto per la sua posizione critica sul conflitto russo-ucraino e per i ripetuti scontri con lo stesso Calenda.
“A me non è mai capitato in una trasmissione televisiva che mi dicessero: prima mi deve garantire che attaccherà la Meloni. Non è mica normale, non è una cosa democratica”, il commento del senatore nel podcast.
La replica di Corrado Formigli non si fa attendere e arriva con un durissimo post su Instagram. “Nel tentativo di attirare l’attenzione, il senatore Calenda continua a tirarmi in ballo. Ho deciso di non dargli corda”, scrive Formigli, “ma di fronte a una falsità sesquipedale occorre per forza intervenire”.
Il riferimento è a precedenti affermazioni di Calenda, che negli ultimi mesi ha criticato duramente Formigli e la sua “la deontologia professionale”, definita addirittura "disgustosa".
“Ancora con Sachs, Corrado Formigli?” uno dei tanti commenti rilasciati dal leader di Azione su X. “E ogni giovedì dobbiamo anche sorbirci un pippozzo sulla difesa della democrazia e della libertà di stampa, in apertura. Seconda parte riservata ai propagandisti di Putin. E se per caso qualcuno gli risponde allora lo si cancella dalla trasmissione. Avanti così”.
La deontologia professionale di #Formigli. Chiama #Sachs gli fa commentare il confronto che abbiamo avuto “ridicolo, volgare, barzelletta” senza la presenza dell’altra parte. Tralascio le citazioni da “il fatto quotidiano” come “fonte seria”. Poi un lungo monologo sui deliri del… pic.twitter.com/V2H32GIpsv
— Carlo Calenda (@CarloCalenda) November 28, 2025
Nel lungo post di replica, il giornalista riporta la sua versione, diversa da quella del senatore. La partecipazione di Calenda al blocco economico, dedicato alla legge di bilancio, sarebbe saltata - spiega Formigli - non per la mancata disponibilità del leader di Azione ad attaccare Meloni, bensì a causa di un forfait per motivi personali di Monica Maggioni, che avrebbe dovuto coprire il blocco di confronto con Jeffrey Sachs.
“È vero”, spiega Formigli, “che i nostri autori abbiano sondato l’opinione di Calenda sulla manovra, ma questo fa parte del normale lavoro che qualunque autore televisivo svolge al fine di comporre un parterre equilibrato e dialettico”. Essendo stato già invitato Italo Bocchino, il ragionamento degli autori avrebbe quindi portato a proporre un cambio di blocco per colmare il vuoto lasciato da Maggioni e per evitare che nello spazio dedicato alla manovra economica emergessero posizioni troppo sovrapponibili.
Chiarita la sua versione dei fatti, Formigli lancia una stoccata a Calenda, che avrebbe accettato lo scontro con Sachs nonostante, da tempo, critichi l’opportunità che una trasmissione come Piazza Pulita ospiti un interlocutore come lui. “Mentire per un politico ed ex ministro è una cosa seria, altrove ci si dimette”, affonda Formigli, “e con questo credo che sul senatore Calenda sia tutto”. Poi l’annuncio della querela: “La prossima volta, se accetterà di rinunciare all’immunità, ci vediamo in tribunale”.
Lo scontro è consumato. In un post su X, Calenda annuncia di “rinunciare volentieri all’immunità parlamentare” per confrontarsi in tribunale con Formigli. “Confermo parola per parola quanto ho detto”, scrive il senatore, puntando nuovamente il dito contro il “metodo Formigli”:
“Questo modo di fare spettacolo, per cui i politici si invitano a condizione che recitino una parte, è un vizio insopportabile dell’informazione italiana, come quello di ospitare propagandisti di Putin pretendendo anche che vengano lasciati mentire indisturbati. Vedi il caso Sachs”.