Sarebbe stato identificato l'uomo che la notte del 28 dicembre era stato ripreso dalle videocamere di sorveglianza mentre passeggiava accanto ad Aurora Livoli, trovata morta in un cortile di via Paruta, a Milano, la mattina seguente. La giovane, 19 anni, residente a Monte San Biagio, in provincia di Latina, si era allontanata dall'abitazione dei genitori adottivi a inizio novembre; il suo corpo presentava evidenti segni di violenza.
A diffondere la notizia è stato lo zio della ragazza, l'avvocato Massimo Basile.
ha spiegato l'uomo all'agenzia LaPresse. Fonti locali hanno poi confermato che si tratterebbe di un 57enne con precedenti, intercettato e bloccato già la sera del 30 dicembre per una tentata rapina commessa alla fermata Cimiano della metro poco prima dell'incontro con la 19enne. L'uomo, irregolare sul territorio nazionale, si troverebbe in carcere.
La 19enne si era allontanata da casa il 4 novembre, senza portare con sé soldi né vestiti. Nata a Roma ma residente a Latina, era iscritta alla Facoltà di Chimica dell'Università La Sapienza e, secondo quanto riferito dallo zio, non aveva mai manifestato disturbi psicologici patologici, solo disagi tipici della sua età.
L'ultima telefonata alla famiglia risale al 26 novembre. In quell'occasione, Aurora avrebbe detto ai genitori di stare bene, esprimendo l'intenzione di non tornare a casa. Il 29 dicembre, in mattinata, il custode di uno stabile di via Paruta, a Milano, l'ha trovata morta - seminuda, con evidenti segni di violenza su collo e polsi ed ecchimosi - in un angolo del cortile, e ha dato l'allarme.
In alto, il servizio realizzato da Alessandro Banchero per la trasmissione "1Mattina News" e un estratto della puntata del 31 dicembre 2025.
A identificare la ragazza tramite una fotografia diffusa dai carabinieri dopo il ritrovamento sono stati i genitori. La Procura ha poi aperto un fascicolo d'inchiesta per omicidio volontario.
Nella mattinata di oggi, 2 gennaio 2026, il medico legale incaricato ha intanto avviato l'autopsia. L'ipotesi - ancora da confermare - è che la 19enne possa essere stata vittima di violenza sessuale e poi strangolata.
In corso, tra gli altri accertamenti, la localizzazione del suo cellulare: tramite le celle agganciate dal dispositivo sarà possibile ricostruire i suoi ultimi movimenti e fare chiarezza sull'accaduto.