02 Jan, 2026 - 14:00

"Stranger Things 5": il vero significato dietro il gioco di "Dungeons and Dragons"

"Stranger Things 5": il vero significato dietro il gioco di "Dungeons and Dragons"

Se hai seguito "Stranger Things" fin dalla prima stagione, sai che il gioco di "Dungeons & Dragons" non è mai stato solo un passatempo nerd tra amici.

Nella quinta stagione, il legame tra Hawkins e D&D diventa ancora più evidente, e capire il suo significato aiuta a cogliere il cuore della storia. Da semplici dadi e schede dei personaggi a metafore di coraggio, amicizia e battaglie sovrannaturali, D&D è il filo invisibile che collega i ragazzi del gruppo, i mostri dell’Upside Down e le loro paure più profonde.

Ma qual è il vero significato dietro il gioco? Perché i Duffer Brothers lo hanno usato come colonna portante della narrativa? Spoiler alert: se pensavi che fosse solo "un gioco anni '80", preparati a cambiare idea.

Dungeons & Dragons come bussola in "Stranger Things"

In "Stranger Things", D&D non è un semplice gioco da tavolo: è una mappa per la realtà. I ragazzi non giocano solo per divertimento; usano il gioco per dare un nome ai mostri, per dare senso a eventi incomprensibili e per creare strategie contro forze fuori dalla loro portata.

Nella quinta stagione, le battaglie e i concetti di D&D diventano simboli dei conflitti reali: la lotta contro il Mind Flayer o nuove creature dell’Upside Down diventa, metaforicamente, un’avventura di gruppo, con ruoli e responsabilità precisi come in una campagna.

Mike, Lucas, Dustin e Will hanno sempre interpretato ruoli precisi: il guerriero, il mago, il chierico, il ladro. Questi archetipi non servono solo a creare dinamiche di gioco, ma a raccontare chi sono e come affrontano le sfide.

In effetti, il gioco riflette le loro personalità: Will, sensibile e riflessivo, è spesso quello che vede il pericolo in anticipo; Mike è il leader strategico; Dustin il curioso inventore; Lucas l’eroe pragmatico. D&D diventa così un manuale di vita, non solo un passatempo nerd.

D&D e la metafora della crescita e del coraggio

Oltre a fungere da bussola narrativa, D&D in "Stranger Things" è una metafora potente della crescita personale e del coraggio. Ogni lancio di dado, ogni scheda dei personaggi e ogni missione rappresentano un momento di scelta e rischio, proprio come nella vita dei ragazzi.

Nella quinta stagione, vediamo come questi elementi siano stati enfatizzati: i protagonisti affrontano sfide che mettono alla prova le loro paure più profonde, dalla perdita di amici al confronto con l’ignoto dell’Upside Down. Come ha detto uno dei fan più esperti su X:

virgolette
D&D non è un gioco nella serie, è una filosofia: ti insegna a pensare strategico, a fidarti del gruppo e a combattere l’oscurità, reale o immaginaria

In questo senso, D&D diventa un ponte tra realtà e fantasia, un modo per rendere tangibili le battaglie emotive dei ragazzi.

La quinta stagione lo utilizza con grande maestria, mostrando che l’avventura non si ferma quando si esce dal tavolo da gioco: ogni mostro affrontato è un problema reale che deve essere gestito con coraggio, astuzia e amicizia.

Il gioco anni '80: icona culturale e simbolo nostalgico

Non si può parlare di "Dungeons & Dragons" in "Stranger Things" senza sottolineare il contesto storico e culturale. Negli anni '80, D&D era il gioco cult dei ragazzini nerd, con schede, dadi colorati e libri di regole che richiedevano immaginazione e collaborazione.

Era un’attività che univa i ragazzi, li faceva confrontare con regole precise e li spingeva a creare mondi paralleli, proprio come l’Upside Down.

I Duffer hanno scelto D&D non solo per nostalgia personale, ma come strumento narrativo universale: chiunque abbia mai giocato a D&D può immedesimarsi nel gruppo di Hawkins, percepire la tensione di un lancio critico e comprendere l’ansia e l’euforia di una missione riuscita o fallita.

Nella quinta stagione, il gioco diventa anche un modo per legare la narrativa alla cultura pop degli anni '80, ricordando agli spettatori che le avventure, i mostri e le amicizie della serie hanno radici profonde in quella decade.

Il gioco, quindi, funziona su tre livelli: come strumento narrativo, come metafora della vita e come omaggio culturale agli anni '80. Non è un dettaglio secondario: è il cuore pulsante che lega Hawkins all’Upside Down e i ragazzi alla loro crescita personale.

Easter egg, riferimenti nascosti e il significato

La quinta stagione ha anche nascosto riferimenti sottili al gioco, dai nomi dei mostri ai parallelismi tra le missioni di D&D e le avventure reali dei protagonisti.

Ad esempio, alcuni fan hanno notato che il modo in cui i ragazzi pianificano le battaglie contro nuove creature ricorda le strategie di gruppo di una campagna di D&D, dai posizionamenti al timing dei poteri speciali.

Questo non è solo fan service: è un modo per rendere omaggio alle origini della serie, che sin dall’inizio ha intrecciato giochi di ruolo, misteri sovrannaturali e dinamiche adolescenziali.

"Dungeons & Dragons" diventa così un simbolo universale di amicizia, coraggio e fantasia, elementi che "Stranger Things" ha sempre messo al centro della propria narrativa.

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