02 Jan, 2026 - 15:02

Delitto di Garlasco, Federico Liguori: "Ecco perché Stasi è stato condannato ingiustamente"

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Delitto di Garlasco, Federico Liguori: "Ecco perché Stasi è stato condannato ingiustamente"

A 18 anni dall'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, la nuova indagine a carico di Andrea Sempio riaccende il caso.

Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione, è vittima di una sentenza "ingiusta"? 

"A mio parere Alberto Stasi non doveva assolutamente essere condannato" afferma Federico Liguori, documentarista e scrittore, intervistato da TAG24. 

Delitto di Garlasco, Federico Liguori: "Stasi condannato ingiustamente"

La condanna di Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima, continua a dividere l'opinione pubblica sul caso del delitto di Garlasco.

Federico Liguori evidenzia come, in un processo penale, gli indizi debbano essere "gravi, precisi e concordanti". "Quelli contro Stasi possono essere considerati anche gravi, ma di certo non sono né precisi né concordinanti" sostiene.

Liguori cita esempi concreti, come le impronte sul dispenser in casa Poggi. "Sul portasapone sono state trovate due impronte di Alberto Stasi: ma lui era stato lì la sera prima a mangiare la pizza. Non ci sono invece tracce di sangue, mentre sappiamo, come recita la sentenza, che l'assassino si è ripulito proprio in quel bagno, usando quel lavandino e quel dispenser."

Il documentarista e scrittore sottoinea di non poter affermare, con assoluta certezza, se Stasi sia colpevole oppure innocente.

"Non ho la sfera di cristallo e non ho visto quello che è avvenuto quel 13 agosto 2007, ma sicuramente è una condanna ingiusta, che non va oltre ogni ragionevole dubbio".

Gli indizi contro Andrea Sempio

Andrea Sempio, amico di Marco Poggi, fratello di Chiara, è il nuovo indagato per l'omicidio. Le tracce di DNA trovate sotto le unghie della vittima e a lui attribuite, le telefonate sospette risalenti ad agosto 2007 e l'impronta 33 sulla scena del crimine alimentano ipotesi alternative sul delitto.

"Io ritengo che questi elementi siano sicuramente interessanti, però ho sempre detto che, secondo me, non sarebbero sufficienti per una condanna" afferma Liguori. ​

Per quanto riguarda il DNA, cristallizzato dall'incidente probatorio della perita Denise Albani, precisa: "Non sono tracce che  riconducono univocamente ad Andrea Sempio, ma alla sua linea patrilineare". 

Le telefonate effettuate da Sempio quando in casa c'era solo Chiara Poggi, mentre Marco era in vacanza con i genitori, destano invece qualche sospetto in più. "La giustificazione che lui dà di non sapere che l'amico non fosse a casa, a mio parere non è credibile" sottolinea.

​L'impronta 33, attribuita all'indagato per 15 minuzie, è un elemento considerato importante. "I consulenti della difesa di Alberto Stasi, secondo quanto trapelato, avrebbero dimostrato che l'unico materiale che avrebbe potuto impregnare questa impronta era proprio il sangue [...] C'è una grande possibilità che in realtà quell'impronta non solo sia riconducibile a Andrea Sempio, ma che fosse imbrattata di sangue probabilmente ripulito" dichiara Federico Liguori. 

"Se tutto ciò venisse confermato, sarebbe una prova più schiacciante del DNA".

L'ipotesi sul movente 

Il movente resta il nodo irrisolto del delitto. Liguori ipotizza una discussione degenerata, con almeno un paio di persone che si sarebbero recate a casa di Chiara Poggi per un chiarimento. 

Secondo la sua tesi, Chiara potrebbe essersi alterata, allontanando i visitatori vicino alla porta: qui si sarebbe scatenata l'aggressione.

"A quel punto una di queste persone deve aver perso completamente il controllo [...] Chiara Poggi potrebbe aver detto che avrebbe denunciato qualcosa che era emerso durante quella discussione".

Liguori è ottimista sulle indagini della Procura di Pavia guidata da Fabio Napoleone: "Sicuramente si potrà arrivare a una verità più completa [...] Io sono assolutamente contento di queste nuove indagini. Per una volta, vedo una Procura che, invece di difendere il lavoro dei propri predecessori, vuole approfondire quanto accaduto, a prescindere dal risultato".

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