02 Jan, 2026 - 11:52

Michela Andretta morta dopo un intervento di routine a Roma, svolta nelle indagini: 3 medici indagati

Michela Andretta morta dopo un intervento di routine a Roma, svolta nelle indagini: 3 medici indagati

C'è una svolta sulla morte di Michela Andretta, spentasi a 28 anni durante un intervento chirurgico considerato di routine il 3 maggio 2024 a Roma. Dopo la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura, una seconda autopsia ha portato all'iscrizione di tre medici nel registro degli indagati per omicidio colposo. 

Il primo esito autoptico e la richiesta di archiviazione

La giovane, di professione estetista, in buone condizioni di salute, morì dopo essersi sottoposta a un'operazione per rimuovere un angioma all'orecchio sinistro nella clinica Fabia Mater. La prima autopsia aveva evidenziato un problema al miocardio "non ipotizzabile", cioè non prevedibile né rivelabile, collegato a una complicanza trattata però in maniera adeguata dai sanitari, che avevano interpretato l'alterazione del tono vagale come possibile segnale di embolia polmonare.

Una ricostruzione che aveva portato la Procura a chiedere l'archiviazione, visto che non era "possibile dimostrare la sussistenza di comportamenti colposi dei medici". Ricostruzione invece contestata dai legali della famiglia di Michela, gli avvocati Vincenzo Comi e Marina Colella, che avevano sottolineato come l'errore diagnostico avesse influenzato la terapia, portando i medici a somministrare eparina invece che trombolitici: farmaci che avrebbero agito diversamente sulla complicanza.

La seconda autopsia e l'ipotesi di un errore medico

Accogliendo l'opposizione all'archiviazione della famiglia, il giudice aveva disposto ulteriori approfondimenti, compresa una nuova autopsia. 

I risultati avebbero escluso problemi di salute pregressi in grado di provocare complicanze gravi. Secondo questa nuova perizia, in sostanza, il decesso della 28enne potrebbe essere stato causato da un errore materiale.

L'ipotesi è, in particolare, che l'équipe medica abbia posizionato in modo errato la mascherina per l'ossigeno. Da qui la decisione di iscrivere nel registro degli indagati per omicidio colposo tre persone.

Il punto di vista della difesa sulla morte di Michela

Tramite il loro legale, l'avvocato Cesare Piraino, i sanitari hanno già respinto ogni accusa. Nelle prossime settimane, come rende noto Il Messaggero, potrebbero essere ascoltati. 

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