01 Jan, 2026 - 17:32

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban: il fim con il minor incasso è tra i più amati della saga

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban: il fim con il minor incasso è tra i più amati della saga

Un paradosso di numeri e qualità. “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban” è un curioso caso nella storia del franchise: è il film con il minor incasso al botteghino, ma per molti è il punto più alto raggiunto dalla saga cinematografica.

Pur avendo guadagnato “solo” poco più di 800 milioni di dollari, cifra che bisogna considerare comunque trionfale, il terzo capitolo dedicato al mago di Hogwarts è diventato negli anni un modello di riferimento per stile, tono e profondità narrativa, tanto da essere considerato da molti fan e critici la vera opera d’arte del pacchetto film del mago di Hogwarts.

“Harry Potter e il prigioniero di Azkaban”: un successo “minore” solo nei numeri

Per quanto parliamo sempre di cifre altissime, “Il prigioniero di Azkaban” è il capitolo meno redditizio della saga cinematografica di Harry Potter. Si è fermato poco sopra gli 800 milioni di dollari al box office globale. Un risultato che non lo rende affatto un flop, visto che nel 2004 gli ha comunque permesso di piazzarsi, alle spalle di “Shrek 2”, tra i film con il maggiore incasso dell’anno, ma che rispetto agli altri è stato meno redditizio.

Il  resto delle pellicole supera la sua soglia: diverse analisi basate su Box Office Mojo, The Numbers e Statista riportano per i capitoli più forti cifre fra circa 880–900 milioni e oltre 1,3 miliardi di dollari per I Doni della Morte – Parte 2, che è il più alto di sempre del franchise.

In altre parole, è “il minore” all'interno di un franchise che di base viaggia su numeri straordinari: il suo incasso supera di molte volte il budget di produzione (circa 130 milioni di dollari).

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban: lo stile del regista Cuarón e la svolta dark

Il primo elemento che rende questo film così amato è il tocco, evidente fin da subito, di Alfonso Cuarón, chiamato a sostituire Chris Columbus dopo i primi due capitoli più fiabeschi e colorati.

Con il terzo libro la storia si oscura, i protagonisti diventano adolescenti e serviva una regia capace di accompagnare questo passaggio di tono: Cuarón sceglie una messa in scena più cupa, dinamica e sofisticata, con momenti visivamente iconici come le lunghe carrellate attraverso Hogwarts e la presenza costante del grande orologio, solo per fare un esempio.

Grazie al suo lavoro, “Il prigioniero di Azkaban” è oggi considerato il film esteticamente più riuscito della saga, anche da chi non lo mette al primo posto assoluto a livello di trama. Il regista valorizza elementi forti come il Platano Picchiatore, i Dissennatori e Fierobecco, immagini che restano ancora oggi impresse nella memoria.

Immagin tratta da una clip di "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban": scena dell'arrivo dei Dissennatori sul treno.

Il film che cambia la saga: orrore e il cambiamento nella storia

Con l’introduzione dei Dissennatori, “Il prigioniero di Azkaban” segna il vero ingresso dell’orrore nel mondo magico, più ancora di quanto avveniva con le prime tracce di Voldemort.

La loro presenza, insieme alla figura inizialmente minacciosa di Sirius Black e al peso sempre più ingombrante del passato, dà alla storia un respiro più adulto e prepara il terreno ai toni più tragici dei capitoli successivi, che racconteranno la resurrezione di Voldemort e morti brutali.

C’è poi l’introduzione, tutta concentrata in un unico film, di personaggi e oggetti fondamentali: Sirius, Remus Lupin e Peter Minus; la Mappa del Malandrino, il Giratempo, Hogsmeade, fino alle lezioni di Divinazione. Molti di questi elementi torneranno in modo centrale nei film seguenti.

Il tono più oscuro lo rende perfetto per una visione autunnale o di Halloween, in netto contrasto con l’atmosfera più natalizia e dolce dei primi capitoli.

Temi come amore, famiglia, solitudine e paura vengono trattati con una sensibilità che lo avvicina più a un dramma di formazione che a un semplice fantasy. Forse è stato, nei conti, il film meno redditizio, ma resta uno dei più amati e rispettati dell’intero franchise.

Il film andrà in onda il 1 gennaio in prima serata su Italia Uno.

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